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24 Gennaio 2013 

 

 

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ELEZIONI, CASAPOUND:

 

STAMPA E VECCHI PARTITI OSTACOLANO FORZE GIOVANI

 

Roma, 22 gennaio - “L’attacco di certi organi di informazione e dei

grandi partiti contro i movimenti che si presentano alle elezioni

fuori dagli schemi e oltre le vecchie logiche sta oltrepassando la

soglia d’attenzione: è il vecchio mondo che reagisce contro le forze

più giovani e più radicali che hanno veramente a cuore il cambiamento

in questa nazione”. Così, in una nota, CasaPound Italia ha commentato

il clima che si è andato creando attorno alla presentazione delle

liste per le elezioni regionali del Lazio e per le politiche alle

quali per la prima volta il movimento presieduto da Gianluca Iannone

ha presentato il proprio simbolo.

 

“In pochi giorni – continua la nota – abbiamo visto giornali romani di

proprietà di certi gruppi di potere a noi sempre ostili presentare la

nostra candidatura corredata da un simbolo errato e da un nome tronco.

Qualcun altro ha invece presentato i candidati di CasaPound Italia

parlando di ‘inquisiti’ e di ‘raccomandati’, confondendo forse il

nostro movimento con i partiti ai quali certi giornalisti rispondono.

La verità è che le nostre liste si distinguono per l’alta presenza di

giovani, di donne, di persone che hanno speso gran parte della loro

vita nella solidarietà e nella militanza. E se a qualcuno di loro è

capitato di incappare nelle attenzioni della magistratura è unicamente

in virtù di queste attività al fianco delle fasce più deboli, non

certo per comportamenti simili a quelli che hanno visto finire sui

giornali i vari Fiorito, Lusi, Penati o Maruccio”.

 

CasaPound Italia risponde inoltre a Emanuele Fiano, responsabile

Sicurezza e Difesa del Partito Democratico, che ha attaccato

proditoriamente Alberto Palladino, contestandone la candidatura alla

presidenza del IV municipio di Roma e alla Camera dei deputati:

“Quando Fiano parla di vergogna dovrebbe guardare innanzitutto alle

candidature imbarazzanti in casa sua – è la replica di Cpi – e

lasciare agli elettori il compito di decidere chi è degno di sedere in

Parlamento e chi no. Palladino è un militante politico che da anni fa

politica e solidarietà sul territorio e proprio questo suo attivismo

lo ha portato a subire gli attacchi sempre più violenti dei suoi

avversari politici, con tanto di scritte minatorie e bombe carta sotto

casa dei genitori. La sentenza che lo ha condannato in primo grado per

una presunta aggressione si regge su presupposti giuridici

fragilissimi e matura in un contesto di crescente politicizzazione del

processo che ha portato anche molti osservatori esterni a esprimere

forti perplessità sulla condanna. E comunque dei legalitari come

quelli del Pd dovrebbero sapere che in Italia chiunque è innocente

fino a sentenza definitiva, militanti di CasaPound inclusi”.

 

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