La mosca tagliato 1024.jpg

3 MARZO 2013 

 

FIORE1_0.jpg

 

ROBERTO FIORE , FORZA NUOVA , ANALISI E RILANCIO.


Il risultato di queste elezioni non lascia dubbi né incertezze:
l'imponente avanzata di Grillo ha risucchiato i voti di tutti i
partiti, colpendo anche Forza Nuova, che ha visto, in questa tornata
elettorale, le preferenze al movimento ridursi allo zoccolo duro: un
centinaio di migliaia di voti.

Tutti quei movimenti e partiti anti-sistema, che, latori di proposte
serie, programmi dettagliati e candidati preparati e già addentrati
nella politica, e che avrebbero potuto rappresentare la concreta ed
efficace alternativa alla corruzione e al malgoverno di questi anni,
sono stati letteralmente sbaragliati da un fenomeno che è stato
gonfiato ad arte negli ultimi mesi e che è riuscito a canalizzare il
consenso degli italiani verso di sé.

Questo risultato, tuttavia, non rispecchia né l' effettivo stato di
salute del movimento Forza Nuova, né la crescita effettiva del
movimento sul territorio da cinque anni a questa parte, e neppure
l'interesse suscitato nei cittadini dallo stesso movimento in questo
mese di campagna elettorale: interesse riscontrabile negli altissimi
dati di ascolto registrati da tutti i programmi televisivi in cui ci è
stato dato spazio e dalla vivace presenza nelle piazze italiane.

Fatto sta, che il risultato è chiaro, nella sua crudezza, e l'analisi
che facciamo non può e non deve distaccarsi dalla realtà che questo
risultato elettorale ci pone davanti.

La tempesta che è in atto oggi nel sistema politico italiano ci
rimanda a quelle vicende che nel 1992-93 videro lo stesso sistema
devastato dallo scandalo 'mani pulite', quando personaggi come Craxi,
che avevano provocato il corto circuito di Sigonella, furono
bruscamente esautorati e costretti a finire la propria vita in esilio.

Per capire ciò che sta accadendo oggi, forse, è utile proprio un
paragone con cosa accadde allora: Antonio di Pietro, legatissimo alla
struttura Cia-Mossad, ed in particolare alla figura di Michael Ledeen
(che gli permetterà di procurarsi dei fondi imponenti), è l'uomo che,
di fronte allo scenario di corruzione che si era profilato con lo
scandalo "mani pulite", attuò il repulisti, per conto degli americani,
proprio nei confronti di quella classe dirigente (Craxi)che aveva
provato a svincolarsi dalla tutela degli Stati Uniti.

Il sistema che si è ricomposto dopo lo scandalo "mani pulite", e i cui
principali esponenti furono uomini come Fini e Berlusconi, uomini di
chiara impronta politica filo-americana, si è attestato nuovamente
sulla completa accettazione degli accordi che posizionano l' Italia
sotto la tutela statunitense.

Quello che noi crediamo è che oggi Grillo (anch' egli passato al
vaglio dell' ambasciatore americano Spogli, come confermano i dossier
pubblicati da alcune testate giornalistiche italiane), come Di Pietro
al tempo, ricopra il ruolo di "rivoluzionario sotto controllo".

Il compito di Grillo e di chi lo appoggia, però, non è stato fra i più
facili e pertanto Grillo, nei mesi precedenti al voto, in almeno dieci
occasioni ci tiene a rimarcare e ad avvertire che senza di lui o dopo
di lui vi è il pericolo di un' "Alba Dorata" e di Forza Nuova.

Molto attento alla possibilità di sviluppo di un pericolo di questo
tipo, Grillo durante la campagna elettorale modifica la sua strategia
propagandistica e da una scelta iniziale di non menzionare il punto
della sovranità monetaria, passa ad affermare chiaramente, nel suo
comizio a Cuneo del
16 Febbraio, che "il debito pubblico va ripudiato e la Banca d'Italia
nazionalizzata deve emettere denaro": esattamente lo stesso mantra che
i candidati forzanovisti ripetono da qualche anno in tutte le piazze.

Addirittura in una spregiudicata imitazione della simbologia di FN, un
esponente del Movimento 5 Stelle ieri ha proposto agli eletti grillini
di "indossare il giorno dell' insediamento in Parlamento la camicia
bianca per dare un' idea di purezza e di compattezza del movimento".

Le stesse camice bianche sono state adottate come uniforme e indossate
in tutte le manifestazioni di Forza Nuova da un anno a questa parte
proprio per trasmettere il carattere di purezza e di onestà della
classe dirigente forzanovista ai cittadini.

Al contrario di Grillo, Forza Nuova, in questa campagna elettorale e
in tutta l' azione politica precedente, ha insistito con la conferma
della propria pregiudiziale anti americana.

Nel corso di una trasmissione seguita da quasi un milione di persone,
ho sostenuto che le basi americane e NATO debbono essere rimosse dal
suolo italiano e che l'
Italia debba completamente sganciarsi dall' orbita americana, dando
ulteriore forza a queste dichiarazioni con la pretesa di essere
l'unica formazione politica italiana a sostenere inequivocabilmente
questa tesi.

La storia quindi ci insegna che questa ipoteca posta dagli Stati Uniti
è sempre stata alla base della concessione del via libera per chi
avanza e dello stop per chi non può avanzare.

I partiti antisistema come Forza Nuova, da cui il M5S ha attinto idee,
programmi e modus operandi, hanno palesemente ricevuto questo stop.

E allora che fare?

Allarghiamo il fronte.

Forza Nuova propone a tutte le formazioni nazional-popolari,con le
quali ha già intrapreso un dialogo, e ai gruppi politici e alle
associazioni di cittadini anche non di ispirazione nazional-popolare,
ma sicuramente antisistema (come per esempio l' importante contributo
dato dal magistrato Ferraro), di creare delle strutture sociali
apartitiche di ispirazione "peronista" che creino rapidamente le
difese necessarie ad evitare gli aspetti più tragici dell' imminente
default italiano.

A prova della necessità di questa "operatività sociale" ci viene in
aiuto un altro ragionamento dello stesso Grillo che afferma in una
recentissima intervista che "la crisi non può essere fermata e che
pertanto ci si dovrà organizzare a livello sociale e comunitario
nell'onestà e nella solidarietà".

Non possiamo non condividere quest' interessante concetto, che, anche
in questo caso, da tempo Forza Nuova porta avanti.

Quindi, allarghiamo il fronte dell' azione a quella che appare essere
la sfida sociale che il popolo italiano dovrà affrontare , vista la
totale mancanza di volontà di qualunque governo si costituirà nei
prossimi giorni, di uscire dalla morsa della BCE e delle istituzioni
finanziarie internazionali.

Forza Nuova deve quindi allargare l' ambito del fronte più di quanto
abbia fatto prima: creare dei network di imprese sul territorio per la
spendibilità di una moneta popolare parallela, creare delle colonie
per l' infanzia e una rete di supporto alle famiglie, mettere in
contatto le cooperative agricole con una rete di consumatori per la
vendita dei prodotti a km zero, creare dei gruppi di acquisto solidale
nelle città e nei paesi a livello micro-comunitario".
L'Argentina, per esempio, già nei due anni precedenti al "corralito"
(il default dell'economia che comportò fame, disperazione, la caccia
ai generi alimentari per intere settimane), aveva sviluppato monete
locali e mercati solidali che permisero agli argentini di evitare il
disastro e di iniziare un cammino di ricomposizione sociale. Il
partito peronista animato da una chiara impostazione social-nazionale,
fece il resto e, in pochi anni, l'Argentina uscì dal debito e sanò le
sue peggiori ferite.

Dobbiamo connotare questo fronte con una chiara scelta di campo, anche
a livello internazionale: una scelta filo russa sul piano geopolitico
ed etico, per la riscoperta della forza della tradizione contro la
decadenza occidentale e contro il modello liberal americano e filo
atlantico, completamente fallito, che ha portato l' Europa alla
catastrofe.
Questa linea è stata recentemente espressa anche in un testo prodotto
da un think tank russo dal nome "Progetto Russia", in cui si delinea,
infatti, la possibile riscossa europea sulla base di quella riscossa
Russa già in atto.
Ad avvalorare la giustezza delle linee definite è uscito oggi il
preoccupante (per loro) rapporto dei servizi segreti italiani,
fortemente legati all' atlantismo, al Parlamento Italiano, che lancia
un "allarme", secondo il quale, a seguito di un probabile
intensificarsi nei prossimi mesi della crisi economica,  è
«ipotizzabile un'intensificazione dell'impegno dell'area dell'estrema
destra sul sociale". Segue il rapporto affermando che «si sono
consolidate ed ampliate le sinergie con le formazioni europee di
omologo orientamento ideologico, finalizzate alla costituzione di un
comune fronte identitario connotato in chiave antiatlantica e
filorussa».
Detto questo ci preme affermare infine che Forza Nuova, aldilà del
risultato elettorale, ha oggi la forza, la preparazione e la capacità
per lanciare sul territorio una resistenza sociale credibile e
coinvolgente.

Le rivoluzioni non si fanno con il 40% dei voti, le rivoluzioni le
fanno le minoranze preparate, forti e organizzate.

Noi siamo quella minoranza che, al momento giusto, quando si
sfalderanno le false promesse e i falsi idoli, sarà pronta a prendersi
sul campo il consenso degli italiani, che torneranno ad essere un
popolo, e non una folla.
Guardando infine all' immediato futuro, il prossimo appuntamento
importante sarà l' elezione del Capo dello Stato nelle prossime
settimane: vi diamo appuntamento nelle piazze italiane poiché l'
avallo delle proposte di Grillo, che vanno da Di Pietro a Dario Fo, o
quelle che vorrebbero Giuliano Amato o addirittura Prodi,
provocheranno sicuramente una forte mobilitazione delle camicie
bianche forzanoviste contro l' ennesimo affronto dei poteri forti.

 Roberto Fiore