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16/02/2013

 

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SIMONE DI STEFANO

CASAPOUND

CANDIDATO ALLA PRESIDENZA

DELLA REGIONE LAZIO

 

Come pensate di poter far riacquistare la fiducia verso la Politica, dopo lo scempio di chi ci ha governato?

 

Dimostrando che c’è facciamo politica per l’interesse dei cittadini
e dell’Italia. Il nostro movimento esiste da quasi dieci anni, durante
i quali abbiamo creato una rete di associazioni che agisce in tutti
gli ambiti del vivere sociale, dalla solidarietà alla cultura, fino
allo sport. Lo abbiamo fatto con le sole nostre forze, grazie
all’impegno di centinaia di militanti e volontari che credono in un
progetto di comunità nazionale. Per noi gli italiani sono cittadini e
non sudditi di questo o quel poteruncolo e lo Stato non li depreda e
umilia ma li difende e ne garantisce i diritti. In questi dieci anni
abbiamo messo questa idea in ogni nostra azione, allargando sempre di
più i campi in cui potevamo intervenire. Ora abbiamo deciso di
portarla anche nelle istituzioni, dove possiamo essere ancora di più
d’esempio.

Il vostro programma?

 

 Lo abbiamo chiamato “Una nazione”, perché l’idea è proprio quella
di fare di questo Paese una nazione, in cui il sociale sia la linea
guida di tutte le azioni dello Stato. Lo abbiamo riassunto in dieci
punti e tocca tutti gli ambiti, dall’economia all’istruzione, passando
per i diritti civili e per le politiche di sviluppo. Di fatto è lo
stesso programma che abbiamo anche per la Regione Lazio, con l’ovvia
differenza che qui è calibrato sulle esigenze e sulle caratteristiche
del territorio. L’idea, come abbiamo già spiegato, è di fare del Lazio
una “roccaforte sociale”, in cui le risorse per i servizi siano in
mano pubblica e vengano dallo sviluppo dell’economia locale. Per
questo la tutela delle aziende locali è il motore del programma.
L’obiettivo è fare in modo che nessuna debba chiudere, anche
attraverso un intervento diretto della Regione che può diventare socia
di maggioranza o di minoranza a seconda dei casi. Lo strumento sarà la
creazione di un Istituto regionale di recupero economico. Poi c’è il
Mutuo sociale che consente a tutti di acquistare la casa in cui vivere
senza dover passere per le banche e che dal punto di vista economico
sarebbe un volano per l’economia, privo però delle speculazioni
tipiche del settore edilizio. E, naturalmente, c’è la questione dei
costi della politica. Nessuno come noi sa che le buone idee si
autofinanziano, quindi vogliamo l’azzeramento dei finanziamenti ai
gruppi consiliari e un taglio deciso delle indennità dei consiglieri.

La vostra forza è..?

 

L’azione, in cui si incarna la nostra idea di politica e società.
In termini da campagna elettorale è il fatto che abbiamo un vero
progetto di governo. Noi non ci presentiamo agli italiani dicendo che
i mercati… l’Europa… lo spread… Noi diciamo “votateci perché per noi
la sovranità è nazionale ed è esercitata attraverso la politica, che
risponde al popolo e alle sue esigenze”.

 

Perché è l’unico voto utile?

 

Per quello che dicevo prima e perché siamo la sola vera alternativa
ai vecchi partiti. Oggi in Italia esiste un unico grande schieramento
liberista che va da Monti a Berlusconi, da Storace a Vendola, passando
per Bersani e tutti gli altri. Poi c’è Grillo, riconosciamo dei punti
di interesse nel suo programma, ma a differenza del Movimento 5 Stelle
noi siamo una realtà politica solida, cementata, che non si esaurisce
e non implode nell’arco di una stagione di protesta.

Passo dopo passo dove arriverete?

 

Al governo della nazione. E a costruire un’idea rinnovata, migliore
dell’essere italiani.

Il cambiamento è possibile farlo solo con il voto o con altri mezzi, portando il Popolo alla consapevolezza del dramma Italiano sia politico che finanziario?

 

: Il cambiamento si fa con l’impegno quotidiano. Noi abbiamo già
realizzato un cambiamento. CasaPound Italia, con quello che ha
costruito in questi anni, con il suo essere fuori dagli schemi, non
omologata al pensiero unico, è l’esempio di un cambiamento possibile.
È chiaro che all’interno delle istituzioni, e quindi con il voto,
questo cambiamento può trovare una forza ancora maggiore.

In Europa come?

 

A testa alta. Noi in Europa non dobbiamo né pietire né chiedere
scusa. Crediamo nell’idea di Europa, ma quello che abbiamo visto fino
ad oggi è tutt’altro. L’Europa di oggi è un’Europa che, indirizzata da
alcuni Stati, parla il linguaggio della burocrazia e ragiona con la
logica dei mercati, che impoverisce i suoi cittadini, che va
progressivamente smantellando lo Stato sociale dei suoi membri, Italia
in testa. Finora la debolezza dei nostri governi ci ha reso marginali
e gregari. Invece, noi, per storia e cultura, dovremmo avere un ruolo
di avanguardia in un’Europa forte, indipendente, sovrana, capace di
difendere i propri interessi e i propri cittadini anche, per esempio,
chiudendo le frontiere ai prodotti frutto della concorrenza sleale dei
Paesi terzi o spiegando ai mercati che non sono loro a contare, ma
l’economia reale, e che comunque a decidere è sempre e solo la
politica.

 

Grazie Simone!

 

Stefano Pantini