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07 Giugno 2014 

 

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Sangue Sparso Trailer

Al cinema dal 12 Giugno 2014

 

“Sangue sparso” e la sua lezione di vita

Un film su chi ha osato vivere e morire per i propri sogni

 

“Sangue sparso”, per chi l'ha scritto, diretto ed interpretato, non è soltanto un film. E' vita vera, vissuta in tempi in cui, per molti ragazzi, fare politica a destra significava uscire di casa la mattina e non sapere se la sera si sarebbe tornati tutti interi. E' la vita di una generazione che ha fatto della militanza la propria ragione di vita. E' un omaggio che viene dal cuore a tutti quei ragazzi che la vita l'hanno sacrificata per le Idee in cui credevano.

E' la prima volta che le loro storie vengono portate sul grande schermo, in un viaggio che per chi conosce quelle vicende è memoria, dolore e commozione. E per chi non le conosce è stimolo a comprendere e a capire qualcosa che forse molti giovani di oggi neanche immaginano.

“Sangue sparso” non è nostalgia o reducismo per un periodo che qualcuno rimpiange, soprattutto confrontandolo con un presente troppo spesso spento ed appiattito. E se è vero che al giorno d'oggi molti giovani sono vuoti ed appiattiti su mode che nulla hanno a che vedere con la vitalità di allora,   conoscere o ritrovare le storie di quei ragazzi degli anni '70 potrebbe servire a scuotere chi, per un motivo o per l'altro, si è fatto prendere dall'apatia.

Per questo l'opera prima di Emma Moriconi va vista. A destra e a sinistra. Per suscitare dibattito e confronto. Per ridare dignità a tutte le vite spezzate dal piombo di quel periodo maledetto. Per avvicinarsi a quei giorni senza pregiudizi per chi, a destra, ha osato vivere e morire per i propri sogni. 

Cristina Di Giorgi

 

 EMMA MORICONI

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Il nostro appuntamento al cinema sta per arrivare. in questi giorni di preparazione ripercorro con la memoria i tanti momenti vissuti insieme sul set e fuori dal set, rivedo passarmi davanti agli occhi le gioie e i dolori, le nostre risate e le nostre lacrime, le nostre riflessioni, le nostre speranze, le nostre delusioni, le nostre soddisfazioni. rivedo quelle scene che raccontano verità dolorose, ripenso a quei ragazzi che hanno "sparso" il loro "sangue" per le strade, al dolore di quella generazione, di quelle famiglie, di quella comunità. penso a quante volte ho riflettuto sul destino di chi mi aveva raccontato quei giorni di dolore e di sangue, con le lacrime agli occhi. un destino di sofferenza che sarebbe durata tutta la vita. penso che quelle storie adesso potremo raccontarle a tutti e mi sembra di sentirli tutti vicini, quei ragazzi sfortunati, belli, giovani, appassionati, sinceri, innocenti. e penso che li sento vicini ogni giorno, li sento perché ci sono, "sono tutti qui. sono tutti con noi", come dice Francesco nel film ...

 

 

Tratto da Paperstreet.it

 

7 Gennaio 1978: agguato di Acca Larentia, quartiere romano del Tuscolano. Cinque ragazzi si trovano fuori da una sezione missina per andare a svolgere servizio di volantinaggio. Una serata come un’altra, ma all’improvviso tutto cambia e inizia una delle storie più fosche e travagliate d’Italia. Alcuni uomini armati si scagliano contro i giovani militanti di destra, aprendo il fuoco su di loro e uccidendone due: Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta. La stessa sera un’altra vittima, Stefano Recchioni.

Cinque anni tormentati, quelli tra il 1978 e il 1983, in cui si sviluppa la trama di Sangue Sparso, lungometraggio della regista esordiente Emma Moriconi. Un’opera prima che ha ricevuto la qualifica di “film di interesse culturale” dal Mibac, Ministero per i beni e le Attività Culturali, per la sua capacità di attirare l’attenzione su un’epoca, quelli degli anni di piombo, ancora oggi avvolta nel mistero.

Per la prima volta le storie di quei giovani vanno sul grande schermo: sono i ricordi di un militante, che ha visto il “sangue” dei suoi amici “sparso” lungo i marciapiedi, a ripercorrere con la memoria quegli anni dolorosi e luttuosi. Sangue Sparso ricorda così le giovani vite spezzate dei militanti di destra e non dimentica di raccontare anche i lutti che in quegli anni maledetti colpirono tanti altri giovani militanti di sinistra.

Un film in cui “il messaggio sociale è di grandissima rilevanza: rispetto per la vita umana, solidarietà sociale, pacificazione sociale, rifiuto della violenza e di ogni forma di discriminazione.”- dichiara la regista. “È proprio ai giovani che è diretto prevalentemente il messaggio di carattere sociale, sotto un duplice punto di vista: da una parte mostrare come l’odio e la discriminazione portati all’esasperazione siano capaci di portare ad epiloghi di dolore e di morte; dall’altra riflettere sull’importanza dell’ideale, da una parte come dall’altra, nella vita dei giovani, i quali, se motivati da passioni non esasperate, vissute con maturità e con il rispetto degli altrui punti di vista, possono avere l’opportunità di fare tesoro da un’esperienza anche di militanza politica, se fondata sul ripudio assoluto della violenza. Nel lungometraggio Sangue Sparso gli anni di piombo sono visti con gli occhi di un “sopravvissuto”, raccontati da chi li ha vissuti e sofferti in prima persona, da chi ha perso i propri amici durante una guerra assurda, inutile, senza senso”.

A sottolineare l’originalità dell’opera prima le musiche inedite composte e orchestrate da Paolo Carlomè. Il film prodotto da 150° Produzioni Italiane con la collaborazione dell’Associazione Culturale La Giara Nera, è stato ammesso al Festival Internazionale “Un film per la pace” 2014. La distribuzione è curata dalla Flavia Entertainment.