la mosca bianca

22/04/2018

Stefano

Ciao Junio 

junio

Il 20 Aprile leggo questa notizia....

Oggi Junio ci ha lasciato,e’ Andato Oltre ,ci ha lasciato a Testa Alta come e’ vissuto .

Nella tristezza che provo scrivendo queste poche parole ripenso a tutto quello che ci ha regalato ,

ci ha donato moltissimo e di questo devono essere Fierissimi tutti i suoi Cari.

Senza nessuna retorica ...che non ti e’ mai minimamente appartenuta ,

Junio sarai sempre nei nostri Cuori . Riposa in Pace .

Andrea

 

Ciao Fratello che la terra ti sia lieve e guidaci da lassù sarai sempre nel mio Cuore Addio Camerata..


Oggi è partito per un lungo viaggio un Fratello un Amico un Camerata ciao Junio....R.I.P.

Ci ritroveremo un domani davanti ad un bicchiere di vino e con una chitarra a cantare

Questi ultimi anni sono stati molto amari, prima se né andato Michele..

Poi Gianni ed ora tu Fratello mio…

Sicuramente vi siete ritrovati nel paradiso dei giusti..

Voglio ricordarti per i tuoi consigli, per tutto quello che hai fatto

Per la nostra comunità e per quello che hai rappresentato per tutti noi

Un esempio forte di vita, un grande esempio.

 

Voglio ricordarti che canti questa canzone come l'ultima volta che ci siamo visti...

 

Questa è una storia che non frutta milioni, non faranno un bel film per TV,
Ma farà sbadigliare di noia i ragazzi alla Gucci e Pierre Cardin
Perché parla di un vecchio sereno con gli occhi sempre fissi nel sole
Con il viso coperto di rughe e il sorriso più dolce del mondo!

Viveva un po' fuori città, sulle rive del lago di mezzo
Parlava di giorno coi cigni e di notte ripensava al passato
A quando quel giorno in aprile per avere creduto in un uomo
La donna gli avevano ucciso contro un muro in piazza Del Duomo!

Era stato Lupo il gappista con tre colpi nel mezzo del petto
Si diceva che fosse un artista dell'agguato e del colpo alle spalle
Gliel'hanno detto che era il tramonto, anche il sole lo lasciava da solo,
Ma voleva saldare quel conto, Lupo morto, lo avrebbe giurato!

Ma quel sole così eterno e lontano solo un attimo si fermò all'orizzonte
Per guardarlo in fondo negli occhi, illuminargli un momento la fronte
Ha lasciato cadere il fucile per quel raggio di fuoco lontano
E sapeva che a colpire quel vile non sarebbe mai stata la sua mano!

Ed un giorno sulle rive del lago, mentre stanco se ne stava un po' assorto
Dopo un tonfo ed un gemito vago la corrente gli portò lì un morto
Era il corpo di Lupo il gappista, sì, l'artista di agguati e menzogne
Un raggio gli aveva abbagliato la vista mentre in Jaguar passava quel ponte!

L'ha guardato un secondo od un giorno, non saprebbe mai dirlo davvero
E poi fece verso i cigni ritorno, verso il sole li portò poi un veliero
Questa è una storia che il lago racconta, no, non c'è sui tuoi libri di scuola
Non la sentirai narrare nelle piazze perché solo sul lago ora vola!

junio la canzone del lago

 

 

Mi ricorderò sempre la tua idea di musica e di arrangiamento

Come volevi cambiare una canzone, parlare delle opportunità

che aveva una canzone di poter essere totalmente nuova

con un arrangiamento differente…

 

le tue battaglie per aiutare…

e mi dicevi sempre c’è chi ha veramente la possibilità

un Camerata ha il dovere di partecipare….

 

E per i tuoi insegnamenti, ci facevi ragionare ed arrivare

da soli alle conclusioni…

molto spesso bisogna rinunciare, ma sempre a testa alta

nessuno ci deve calpestare…

 

il destino ...

le scelte che Dio ha fatto per te negli untimi mesi

sono così…

nessuno è pronto quando c’è da andare via…

nessuno è preparato…

ne chi va ne chi rimane…

 

Ciao Junio sei con noi nei nostri Cuori...

 

Grazie a  Siri e Viki per questo...

 Vogliamo condividere con voi uno dei regali più preziosi che ci ha lasciato papà.

Viki, io e nostro zio, suo fraterno amico, gli siamo stati accanto in ogni istante,

l’abbiamo sostenuto e incoraggiato quando si pensava di poter affrontare una battaglia,

e protetto e curato quando si è capito che non c’era più nulla da fare.

Abbiamo visto trasformarsi la rassegnazione in serenità.

Abbiamo vissuto e testimoniato ogni singola fase di questi lunghissimi quattro mesi.

Non è da tutti affrontare il decorso così. Non voleva morire.

Troppe cose aveva da fare. Ma ha saputo accettare il destino,

e a testa alta gli è andato incontro. Ha fatto pace con se stesso, con Dio,

e con quanto era ancora in sospeso.

Poi con dolcezza ha chiuso gli occhi, chiedendoci quasi il permesso di andare incontro alla morte così.

L’ultima cosa che ci siamo detti, è stata una battuta. Ha riso.

L’ironia, la sua guascona ironia, non l’ha abbandonato mai.

Ci teneva un sacco a questo gruppo, a tutti voi,

e ha apprezzato molto la comprensione e la vicinanza che ci avete dimostrato in questi mesi.

Sappiamo che martedì è un giorno lavorativo e che sarà difficile riempire la chiesa per salutarlo,

come lui forse sperava, ma sappiamo che tutti voi sarete comunque con noi e con lui.

Sappiate che fino all’ultimo ha saputo essere se stesso.... con il suo sorriso, il più dolce del mondo.

Martedì 24 aprile alle ore 15.30 al tempio votivo di Verona (chiesa di fronte alla stazione)!

Per l'ultimo saluto a Junio.

Addio!

Stefano