ROMA 25/09/2007

INTERVISTA ALL'ON. ALESSANDRA MUSSOLINI

 

 

La situazione Politica della Destra radicale non le sembra un po’ troppo frammentata?
Che sia frammentata e che sia troppo sono dati oggettivi.

 

Forse un patto potrebbe fare la forza?

Io sono sempre stata dell’idea che i patti, o meglio, gli accordi politici si debbano costruire non sull’ovvio ma sui programmi. Vi porto un esempio: le forze della cosiddetta destra radicale sono d’accordo sul sentirsi di destra? Oppure, sulla politica estera quale è la posizione dei diversi partiti? O ancora, su quale modello di Stato ci si confronta?Il patto avrebbe un senso solo di fronte alla chiara volontà politica di trovare un sintesi politico-programmatica, volontà che ad oggi mi sembra, ad onore del vero, debole.

 

Gli attriti tra i vari schieramenti non favoriscono solo la sinistra?

Rischiano di farlo, ma a volte gli attriti tra di noi sono stati un alibi per alcuni nel centro destra per porre veti nei nostri confronti.

 

Ha degli amici comunisti?

Assolutamente si.

 

I giovani hanno bisogno di credere in qualcosa che sia sincero, giusto e coerente, cosa consiglia?

I giovani vanno aiutati per non farli finire nella centrifuga del consumismo, del qualunquismo e della superficialità.

Oggi i mezzi di informazione hanno una grande responsabilità perché è l’audience che guida la scelta dei palinsesti. Considerato che i giovani tra tv, telefoni cellulari, pc e altri mezzi tecnologici sono bombardati di programmi negativi e di informazioni, occorre svolgere un lavoro molto importante a livello di comunità umana, a partire dalla famiglia.

La scuola, un tempo maestra di vita, sta devolvendo parte del suo compito alla famiglia perché incapace – ancora una volta, come nel ’68 e nel finire degli anni ’70 – di accompagnare i ragazzi alla maturazione.

Occorre spegnere i computer e le televisioni ai ragazzi, dando però loro quello di cui hanno bisogno dal punto di vista umano e sociale. Solo così potremo aiutarli a  credere, per usare le vostre parole, in qualcosa di sincero, giusto e coerente.

 

Non le parlo di Storace o di Romagnoli, ma secondo lei quale dei  leader della destra radicale può diventare un nuovo Almirante?

Non mi è mia piaciuto il gioco delle investiture con riferimenti al passato. Ognuno è figlio del suo tempo. Almirante, così come Togliatti, Berlinguer,Zaccagnini o Saragat, hanno vissuto in epoche assolutamente non comparabili con le attuali ed hanno avuto un percorso personale e politico talmente complesso che un paragone non avrebbe senso.

 

E un nuovo Rauti?

Idem.

 

Gli anni di piombo hanno portato a molte discussioni per i tanti caduti da l’una e l’altra parte, forse a sinistra più riconosciuti rispetto alla destra; è possibile intitolare a caduti della sinistra delle strade e invece ai caduti della destra no?

E’ una delle tante contraddizioni nelle quali è nata e si è alimentata la repubblica fondata sull’antifascismo e la Resistenza. I morti sono morti. Ma per la sinistra non è mai stato così. Non è un caso che Veltroni abbia permesso, nonostante a Roma via sia, tra le strade del popoloso Quartiere Trionfale, Piazza Valter Rossi (giovane di sinistra morto negli anni di piombo, l’intitolazione di una via a Paolo Di Nella (giovane di destra morto negli anni di piombo) e al Commissario Calabresi (il funzionario PS ucciso da Lotta Continua) solo all’interno di un parco pubblico, nascosta alla vista dei più.

 

Cosa ricorda degli anni di piombo?

La morte di Alberto Giaquinto. Era amico di una mia compagna di classe.

 

Secondo lei, nelle situazioni di oggi, si ripresenterà la stessa

condizione da ricreare gli anni di piombo?

Direi di no. Tuttavia, non vanno sottovalutati tutti quei segnali pericolosi provenienti da una certa parte della sinistra, ben protetta dai comunisti governativi, che indisturbata minaccia il democratico svolgimento della vita pubblica e politica di chi si colloca a destra. Non si contano più le aggressioni a militanti e sedi della destra radicale e non solo da parte di facinorosi che oprano indisturbati.

 

La famiglia è importante, la sua è condizionata dalla carriera politica?

Per una donna è certamente molto più difficile coniugare gli impegni professionali con la dovuta attenzione alla propria famiglia. Chi è impegnato in politica, poi, fatica maggiormente. Parlare di condizionamento, tuttavia, non è corretto.

 

Ad oggi una donna si può permettere 3 o più figli?

Dal punto di vista economico certamente no. Dal punto di vista affettivo e valoriale sono una dote enorme.

 

Cosa consiglia lei?

Io ho la fortuna di avere un marito attento e premuroso e una madre che ancora può darmi un contributo utilissimo. Ho, inoltre, una condizione economica che mi consente anche l’aiuto di una preziosa collaboratrice familiare. Non ho consigli da dare se non fare le cose responsabilmente perché il futuro dei nostri figli è un valore che non si deve disperdere per privilegiare i nostri egoismi.

 

Cosa pensa di  gente come noi che cerca di far politica sulla propria  pelle e dando voce a tutti, anche togliendo tempo alla famiglia?
Tutto il bene possibile! La vostra, come iniziative analoghe, fanno ben sperare  per la crescita di una informazione liberà.

 

Nel nostro sito vogliamo far conoscere l’identità Italiana

anche nella cucina, una sua ricetta culinaria?

La pizza fritta napoletana. Si impasta la pasta di pane e, invece di cuocerla al forno, si fanno le pizzelle senza matterello da friggere e poi condire con mozzarella di bufala e pomodoro

 

Napoli?

La amo, la mia seconda città.

 

Perché sindaco?

L’ho detto prima, la amo, e non posso più tollerare la incapacità di risolvere i problemi di tutti i giorni che affogano le prospettive di crescita dei napoletani.

 

Per Pinochet è stato celebrato un normale funerale, mentre per Giorgio Welby  no.  Chi si è macchiato del crimine peggiore?

Chi ha impedito il funerale di Welby. All’atto della sua morte mi sono sentita in dovere di inviare un telegramma alla moglie pur non conoscendola.

 

Ha avuto un successo straordinario il libro “La casta” che racconta dei guadagni e degli interessi dei parlamentari italiani. Nonostante questo nei giorni passati si è parlato di ulteriori aumenti di stipendio: la vergogna la devono conoscere solo gli italiani che non arrivano alla fine del mese con i soldi guadagnati onestamente?

Il libro di Rizzo e Stella ha avuto il grande merito di portare in ogni casa un problema che anche molti di coloro che si indignano nel palazzo conoscono bene. Per quanto riguarda la vergogna, in Italia sono molti a doversi vergognare. Rizzo e Stella hanno la capacità – perché molto bravi – di allargare molto il perimetro delle loro inchieste: penso ai contributi all’editoria dove anche giornali come Corriere della Sera, La Repubblica, La Stampa, Il Messaggero e altri, appartenenti a Gruppi industriali, percepiscono contributi di milioni di euro ogni anno. O ai privilegi di alcune categorie di professionisti. O alle baronie in ospedali e università. Partire dalla politica non solo va benissimo ma è un dovere civico, perché chi rappresenta il popolo deve essere specchiato e dare l’esempio. Ma ora dico, andate avanti: altrimenti può diventare legittimo il sospetto che colpire solo la politica faccia sicuramente vendere molto ma non aiuta la società a crescere e migliorare! Dò loro uno spunto: prendano gli atti parlamentari per vedere chi negli ultimi anni ha chiesto nel palazzo la abolizione degli sprechi. Potrebbe essere un buon punto di partenza per nuove inchieste.

 

Sono anni che viviamo di Tangentopoli, Vallettopoli, ecc. Quando Parlamentopoli?

Quando i magistrati scopriranno reati da perseguire compiuti nella gestione del Parlamento. Per i reati comuni commessi da parlamentari mi sembra che ogni tanto già qualcosa venga fuori.

 

Quando appesero per i piedi a Piazzale Loreto suo nonno, Donna Rachele disse che dalle tasche non cadde neanche un centesimo. Succederebbe lo stesso oggi con chi occupa il medesimo ruolo di leader?

Nessuno dopo di lui ha avuto il ruolo che ebbe mio nonno, il quale non fu solo capo del Governo ma capo di un intero popolo. Oggi Prodi ha un gradimento inferiore al 20%. Non fa testo.

 

Per lei chi è oggi Berlusconi e chi è Prodi?

Berlusconi è e resta la più grande novità nel panorama politico nazionale: dal 1993, data della sua discesa in campo, ad oggi resta l’unico capace di portare innovazione nella politica. Prodi è un rappresentante di politica che non c’è più, quella del Palazzo, lontana dalle reali esigenze del Paese.

 

Cosa ne pensa della politica di Sarkozy?

Mi sembra che si stia muovendo secondo quanto promesso in campagna elettorale. Coerente ed efficace, soprattutto sui temi della sicurezza.

 

E di quella di Zapatero?

Mi sembra che si stia muovendo secondo quanto promesso in campagna elettorale. Coerente ma non mi piace la sua politica sociale ed economica. La Spagna, infatti, non naviga in buone acque dal punto di vista economico.

 

Beppe Grillo nei suoi spettacoli e nel suo blog sul web ha spesso definito Berlusconi “nano” o “truffolo” e nessuno ha detto nulla, ma quando il comico ha chiamato Prodi “valium” e poi “alzheimer” il mondo politico della sinistra, che prima applaudiva l’artista genovese, gli si scaglia contro accusandolo di offendere chi è colpito da quella malattia. Chi soffre di nanismo è contento?

Non credo proprio! Ma Grillo sta usando le armi che ha sempre maneggiato, la satira e l’ironia. Bene fa Berlusconi a sorridere delle sue invettive, male fa la sinistra a scagliarsi contro.

 

Può un NON laureato in medicina guidare il ministero della salute o sanità, che dir si voglia?

Direi di si: altrimenti dovremmo avere al Ministero dell’Interno un poliziotto, al Ministero dei trasporti un autista o un ferroviere e così via. 

 

Se già è difficile mettersi d’accordo per le “quote rosa”, sarà mai possibile avere come Presidente del Consiglio una donna?

Se avessimo l’elezione diretta del premier, avremmo superato il problema: sarebbe il popolo a scegliere.

 

Non sarebbe stato meglio o forse meno dannoso mantenere la nostra moneta per il mercato interno ed utilizzare l’euro per gli scambi commerciali ed altro con l’estero?

L’euro è stato devastante per le famiglie e utile per la politica finanziaria in un contesto come si è andato delineandosi in Europa. Senza entrare troppo nei tecnicismi, io ho portato elementi concreti al Parlamento europeo attraverso i quali sono stato in grado di dimostrare che il cambio a 1936,27 fu esagerato: per cui partendo da lì già potremmo dire che l’Italia fu penalizzata ab origine da una scelta che, come in Inghilterra, poteva anche essere posticipata. Tant’è che lì utilizzano ancora la sterlina.

 

Ne ha mai indovinata una Prodi?

Non l’ho studiato molto, per cui non escludo che negli anni ’80, con altro incarico, possa anche aver fatto qualcosa di buono.

 

Chi per lei è stato un ispiratore del suo modo di far politica?

Il mio buon senso. Non ho avuto un mentore e penso sia stata la mia fortuna: mia ha consentito di esprimermi liberamente.

 

 

Per la sua esperienza politica chi è più coerente nelle sue scelte a destra?

Sono ormai più di quindici anni che frequento i palazzi – nazionali e locali – della politica. Molto spesso chi sa interpretare al  meglio una vera politica di destra sono i tanti anonimi amministratori locali che si confrontano ogni giorno con i veri problemi dei cittadini, dimenticandosi dei CdA della Rai, di Grillo e delle liturgie partitiche.

 

E a sinistra?

Vale quanto detto sopra.

 

Chi tra i politici vorrebbe alleato nel suo partito?

Beh ce n’è più d’uno! Se mi date la possibilità ne prenderei uno dal centro- destra e uno dal centro-sinistra: Pierferdinando Casini e Livia Turco.

C’è la possibilità che un domani l’informazione

sia realmente libera da influenze politiche o almeno dichiarate?

No, almeno nel breve periodo.

 

Il mondo culturale è pieno di artisti di sinistra;

dove sono gli artisti di destra?

Ci sono e sgomitano per avere pari opportunità in un mondo monopolizzato per decenni da una sinistra che ha ghettizzato chi non aveva la tessera del PCI.

 

Si nascondono per lavorare?

Ormai direi proprio di no: ripeto, chi non è stato né sarà a sinistra è ormai noto. Anche sul palcoscenico la guerra fredda sta terminando.

 

Cosa le piace di più della musica alternativa di destra ?

Destra per noi è Coerenza, Verità, Fede, per lei?

Ci sono tanti gruppi fatti di giovani che hanno un grande valore: sono liberi! La libertà ti aiuta ad essere coerente, leale e fedele. E nei testi delle loro canzoni la loro indipendenza viene fuori tutta.

 

Per noi la camicia nera è un simbolo che difficilmente

ripudieremo, per lei che cosa è?

Un simbolo da non ripudiare.

 

Avendo lei l’incarico di formare il governo chi metterebbe nei dicasteri più importanti?

Non è una domanda facile. Certamente, eviterei di farmi coinvolgere in pastoie che danneggino la macchina amministrativa che ogni Ministero deve guidare.

 

Avendone bisogno (e la possibilità), quale consiglio politico chiederebbe a suo nonno Benito?

Vorrei che mi potesse aiutare a dare la consapevolezza al popolo italiano di poter veramente essere un riferimento per l’Occidente.

 

Forza nuova ha dei miti tipo Codreanu  o Evola ….

Secondo lei ?

Ritengo che ognuno, sia persona che movimento, debba avere dei padri nobili cui ispirarsi e quanto numerosi sono tanto maggiore è il bagaglio sociale, politico e culturale che tale movimento potrà esprimere.

 

La politica ha bisogno di volti nuovi?

Certamente, come ogni attività della vita anche se il nuovo di per sé non è migliore del vecchio.

 

Quale é per lei la vera essenza della Destra?

L’onestà politica e morale.

 

La vera rinascita della destra radicale da dove deve partire?

Non parlerei di rinascita ma di affermazione. Che deve partire dalla capacità di fare sintesi su idee e programmi, bandendo il settarismo per aprire alla condivisione e partecipazione.

 

L’idea vera per far rivivere una Destra forte?

Giustizia sociale e popolare, riconoscimento dei diritti, libertà di azione e di pensiero.

 

Il 28/29/30 Settembre è stato organizzato  il “IV  Campo d’Azione” in Cerveteri, pensa di partecipare?

Ho già partecipato in passato ai campi d’azione di Forza Nuova. Non so se riuscirò a partecipare. Ma, ripetendo quanto già comunicato a Roberto Fiore, sono certa che anche quest’anno l’appuntamento sarà ricco di spunti per percorrere insieme la strada per una vera rinascita nazionale.

 

Grazie 

Stefano Pantini

Marco Vaccher

Giovanni Zaniboni

 

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