Parliamo di….Enzo Cipriano

Parte seconda

di Giovanni Zaniboni

 

 

 

 

Giusva Fioravanti è stato condannato a vari ergastoli per reati che non ha negato aver commesso: perché condannarlo anche per la strage di Bologna di cui si è sempre dichiarato estraneo?

 

Il problema dello stragismo è uno dei tanti problemi della politica italiana. Io personalmente credo che l’uomo di destra che sia combattente, che abbia scelto anche la lotta armata, dopo i fatti di Acca Larentia, non possa fare una strage contro persone che nulla hanno a che vedere con la politica. E’ al di fuori della logica del combattente politico. Credo che Fioravanti e tutti gli altri accusati della strage di Bologna siano assolutamente innocenti come tutti gli altri che sono stati incolpati per le altre stragi. Purtroppo Bologna serviva per coprire altre cose, treno Italicus ed altri marchingegni che aveva lo stato italiano con i servizi segreti. Noi li leggiamo sul giornale e cerchiamo con un minimo di intelligenza di fare due più due, non abbiamo a disposizione le carte che hanno i padroni del vapore. Se queste carte venissero fuori risulterebbe che Fioravanti, Mambro e Ciavardini per quel fatto non hanno nessuna colpa perché fuori dalla loro logica.

 

Quando la passata legislatura di centro destra ha avuto modo di accedere a queste carte, perché non ha dato un occhiata?

 

Questo è il grosso dilemma. Però bisogna ricordarsi di alcune cose: in primo luogo non deve essere facile dare una occhiata a quelle carte anche se si è al governo ed anche che potrebbe darsi che dal faldone contenente le carte in questione una mano ignota abbia tolto qualcosa in modo tale da inficiare una lettura ed un eventuale giudizio; in secondo luogo perché in Italia credo ci siano state così tante ramificazioni dei e nei servizi segreti, talmente tanti falconi segreti che neanche un Ministro degli Interni possa arrivare a trovare certe verità se non ha la volontà proprio ferrea. Forse è più facile arrivarci con i funzionari che manovrano le carte, però questi prendono ordini chissà da chi. Sono misteri italiani, d'altronde la stessa Repubblica Italiana è nata con un mistero e quindi ha proseguito con i suoi misteri.

 

Se Enzo Cipriano avesse la possibilità di pilotare la destra, cosa farebbe?

 

Lungi da me questa idea. Per carità, in non sono mai voluto scendere in politica attiva perché non credo nella politica politicante, perché penso che politica sia sinonimo di compromesso. Quindi se dovessi decidere di entrare in politica dovrei lasciare il mio lavoro; mentre nel mio lavoro, che mi piace, scelgo quello che pubblico, in politica non potrei. Dovrei scendere a compromessi con alleati ed anche avversari. Però se potessi dare un consiglio a chi un domani dovesse governare la destra, direi di avere più attenzione a riguardo della cultura.

 

Si trovasse nella condizione di pubblicare un solo libro e fossero di uno scrittore emergente di destra oppure di Andrea Camilleri, cosa sceglierebbe?

 

Sicuramente quello dell’emergente di destra.

 

Non è quindi alla ricerca dei primi posti in classifica vendite?

 

No, assolutamente. Non ho mai stampato un libro con la visione delle 20.000 copie vendute. Sono contento delle mie 1000/1500 copie, ma soprattutto scelgo quello che pubblico e se lo leggo e non mi piace, anche se fosse dell’autore più noto al mondo, non lo pubblico.

 

Il futuro per l’editoria è roseo o grigio?

 

Per quanto riguarda l’editoria in generale è roseo per pochi e grigio per tanti, nel senso che si sta arrivando ad un oligopolio anche in senso editoriale; ormai l’85% del fatturato dell’editoria italiana per quanto riguarda i libri è fatto da 4 o 5 gruppi editoriali che viene poi ricavato da 2 grossi gruppi di vendita che sono Feltrinelli e Mondatori, e poi i supermercati. Per il piccolo editore c’è sempre meno spazio. La salvezza per il piccolo è quello della specializzazione, di ridurre i costi al minimo e non credere che si possa sfondare all’interno di circuiti ufficiali, ma cercarsi il proprio orticello attraverso Internet, cataloghi, che possano garantire una continuità. Non c’è spazio per librerie ed editori nuovi che cercano di contrastare i grossi oligopoli della editoria. Lo dimostra il fatto che anche le edicole vengono sommerse di libri, di gente che compra i libri perché allegati ai giornali e che poi butta negli scaffali senza neanche aprirli. Solo per il gusto di collezionare. E’ la fine dell’editoria di qualità. E’ di quantità. La qualità fa sopravvivere i piccoli editori, e non intendo editori politici, ma chi dopo la lettura del testo si interessa personalmente a tutti i vari passaggi per la creazione del libro, editino, correzioni, copertine, stampa, insomma tutto. Questo è il mestiere dell’editore, non quello che manovra azioni in Borsa e specula su tirature a volte gonfiate.

 

Se “La Mosca Bianca” volesse tornare anche ad essere carta stampata, quali difficoltà incontrerebbe?

 

Come rivista per prima cosa la distribuzione. In Italia ci sono credo tra le 44 e 46 mila edicole e quindi per essere presenti in ognuna di esse stampare almeno 50 mila copie. Se non si è supportati da almeno un centinaio di milioni di pubblicità con una forte campagna pubblicitaria della testata, la sola vendita di 4/5 mila copie non permetterebbe alla rivista di sopravvivere. D’altronde se si stampano solo 10 mila copie si va solo nelle edicole che i distributori decidono, non si ha la possibilità di scegliere dove.

Servono grossi capitali.

 

Servirebbero però queste pubblicazioni?

 

Io penso che in Italia adesso ci sarebbe spazio per un settimanale della destra, come il vecchio Borghese. Se si pensa che negli anni 70 vendeva più di 100 mila copie a settimana, pensando che solo comprandolo in edicola si rischiava un linciaggio o di essere malmenati. Oggi lo spazio ci sarebbe, bisognerebbe capire come coprirlo. Come fare capire a queste eventuali 100 mila persone che si è presenti in edicola. Negli anni 70 era la politica che faceva girare l’idea e l’informazione, oggi se non appari in televisione non sei nessuno.

 

Manca un Maurizio Costanzo della destra?

 

Se una colpa io faccio alla destra è quella di non aver fatto dei talk show di questo tipo, mettendo almeno non solo giornalisti di parte, sarebbe bastato questo. E’ anche vero che è difficile poterlo fare. Ho saputo che la fiction sulle foibe che è stata fatta durante il governo di centrodestra, ha avuto una condizione sola: non venisse mai detta la parola “comunista”. Il prezzo che la produzione ha dovuto pagare alle maestranze asservite ai Sindacati.

 

Per l’Italia quale è il futuro?

 

Ah, da Argentina. Non vedo un futuro roseo per l’Italia. Economicamente vedo dei ricchi che diventano sempre più ricchi, borghesi sempre più borghesi, nel peggior senso del termine, quindi pantofolai, e dei poveri che dovranno lavorare 12/14 ore al giorno per mantenersi. Dal punto di vista della Nazione abbiamo perso l’ultima cosa che ci era rimasta, una patria potestà della moneta e siamo asserviti ai capitali internazionali. Basta uno speculatore fuori dal nostro territorio che decida di mettere sul nostro mercato un miliardo di euro per mettere in crisi una nostra azienda o il nostro governo. Le nostre non sono più quelle aziende di una volta fatte da persone che lavoravano per essa, ma sono diventate referenziarie con la fine che hanno avuto ad esempio Parmalat, che andava bene producendo latte e derivati, ma nel momento in cui si è messa a produrre azioni ed a comportarsi da finanzieri, ha avuto i guai che tutti sappiamo. La stessa Fiat si sta risollevando adesso rimettendosi a fare macchine decenti. Quando ha cercato di fare solo finanza è andata in crisi. Dovremmo avere di nuovo degli imprenditori che facciano il loro lavoro e non i finanzieri. Oggi è tutto finanza, anche le Poste Italiane non consegnano più la posta e fanno finanza. Se si va in Posta la prima cosa che ti chiedono è: “Vuole un prodotto finanziato?”.

Non dicono che ci consegnano la corrispondenza in 48 ore.

 

Privatizzazioni si o no?

 

Si se serie, ma cosa privatizzare? Io sono per la proprietà privata intesa come volontà e capacità del singolo di ritagliarsi il suo ruolo all’interno del mercato, però certi servizi non vanno privatizzati: sanità, chiaramente ordine pubblico, scuola, i servizi primari intendo. Devono rimanere a carico e gestiti dallo Stato. Non come oggi comunque che a capo di una ASL ci sia un politico e non un medico. Sono i controsensi della politica italiana. In Italia c’è un bellissimo libro scritto oltretutto da due senatori della sinistra che parla dei costi della politica e dimostra che 500 mila persone al di la di quelli eletti, vivono di politica. Mandiamole a lavorare queste persone, il PIL (prodotto interno lordo) potrebbe aumentare.

 

Progetti editoriali per il “Nuovo sigillo”?

 

Tanti. Nuove collane, ne abbiamo appena fatta una sugli anni di piombo che si chiama “Sangue e inchiostro” in cui riproduciamo testimonianze di questi anni che sono stati terribili per la mia gioventù e la mia generazione; anche li però senza essere di parte.

Uno dei libri di punta si chiama “I rossi e i neri” e sono testimonianze di un giovane attivista di sinistra ed uno di destra che da sponde opposte hanno vissuto quegli anni. Ultimamente è uscito un libro su Ordine Nuovo, movimento sciolto per motivi politici nel 1973 non giudiziari, ed un libro sulla destra radicale ovvero sulla frantumazione della destra. Questi vanno per la maggiore. Abbiamo anche collane storiche, di economia, un’altra cosa che la destra non ha mai supportato. Uno studio e una ricerca sulla nuova economia. Se un pregio aveva il fascismo era quello di essere una terza via, in alternativa al comunismo; se un difetto ha la destra è quello di non cercare una terza via tra liberal-capitalismo e la massificazione delle Coop.

 

Chi è rimasto più nel cuore nel quadro politico della destra?

 

Non ci sono più. Il quadro politico attuale della destra è molto scarso; non si possono paragonare Fini, Alemanno o Storace a Filippo Anfuso, Giorgio Almirante,  ma nemmeno a sinistra si possono paragonare D’Alema, Veltroni a Longo o Togliatti. La politica è un po’ scaduta.

 

Per concludere un sogno di Enzo Cipriano?

 

Potermi confrontare in tv con un piccolo editore di sinistra, senza censure, per portare avanti le nostre idee, confrontarle ed eventualmente darcele di santa ragione in senso ideologico.

 

 

Grazie

HOME PAGE