MICHELE DI FIO'

15 DOMANDE

AD UN AMICO

UN GRANDE UOMO...

DI

STEFANO PANTINI

MARCO VACCHER

GIOVANNI ZANIBONI

 

1)   Chi è Michele Di Fiò  MDF nasce dall’esigenza di non veicolare il proprio nome e cognome, poiché all’epoca ero molto giovane ed il cognome “mio” originale non mi piaceva. Così, cercando tra varie ipotesi di nomi d’arte, mi piacque l’idea di legare la mia musica alla mia donna, Fiorenza. Se vuoi una questione di fedeltà, quella vera, dato che oggi abbiamo due figlie bellissime (Valentina e Debora), siamo animalisti e vegetariani, viviamo in campagna etc. Insomma, stiamo insieme da oltre 35 anni.

2)   Come nasce il cantautore?   Il cantautore nasce negli anni 70, quando per tirare su qualche soldo suonavo nei pianobar, nei pub etc, naturalmente le canzoni in voga in quel periodo (Battisti, Baglioni, Venditti etc). In privato scrivevo canzoni dai risvolti sociali e politici che, naturalmente, nessuno ti aiutava a veicolare. Quindi i provini alla RCA, a Roma. La partecipazione a vari concorsi e la certezza di non farsi mai mettere i piedi in testa da nessuno. Per questo sono stato molto apprezzato dai giovani del periodo, sono stato la colonna sonora di tanti amori di cuori neri. Di questo sono orgoglioso, ancora oggi.

3)   E l’uomo politico?   L’uomo politico è stato qualcosa di diverso. Ho conosciuto le varie fasi, dall’Almirantismo al Rautismo: sono nauseato poiché alla fine ogni fascista o presunto tale che io ho conosciuto si è rivelato un bluff. Tutti, proprio tutti, pensano solo ed unicamente alla propria tasca, al proprio tornaconto. Qual povero Mussolini si rivolta nella tomba se guarda a certi campioni del saluto romano automatico, della facile parola “camerata” che tutto quanto rende dolce. Io credo che, in questo mondo di merda, camerata fa rima con fregatura assicurata. In fondo l’italiota è sempre il personaggio raffigurato da Alberto Sordi: furbetto, sornione, pronto a fare pace, affarista, pronto a mille sotterfugi. Un senza palle, tendenzialmente. Ed io, in politica vedo tanti senza palle, purtroppo.

4)   La politica in Italia è cambiata, ti riconosci nella Destra di oggi?   Sono una bestia politica, un anarchico che si è rotto di ascoltare stronzate e di battere le mani. Non mi muovo perché quando lo faccio provoco rumore e le ire del potere, come quando nel 1994 portai da solo (senza partiti alle spalle) 500 mila firme raccolte contro quel falso prete di Oscar Luigi Scalfaro per farlo dimettere. Si, perché lui vede e parla con la Madonna ma all’epoca prendeva 100milioni al mese dai servizi segreti: uno schifo. Se fosse vero la Madonna l’avrebbe coperto di sputi…

5)   Avere lasciato un segno indelebile con “La mosca bianca” e dopo soli sette numeri avere chiuso la consideri una sconfitta?  Perché non è uscito l’ottavo numero?   Non hai nemmeno idea di quale canea si scatenava quando usciva LMB. Innanzitutto partivano le telefonate di Fini, La Russa e Gasparri per sabotare la diffusione, perché si diceva che io stavo con Rauti e quindi ero da discriminare. Ma questo era vero fino ad un certo punto: io andavo a fare concerti dovunque mi chiamassero, senza distinzioni di sorta. Ma tant’è: io non ero il leccaculo di nessuno, tanto è vero che dopo il congresso in cui Rauti andò alla segreteria, dopo aver visto per qualche mese quale era l’andazzo e che non vi era alcun cambiamento rispetto a prima, lo mandai sonoramente (con lettera raccomandata) a quel paese, poiché manifestamente rinco

6)   Politicamente la sinistra ha sempre aiutato, promosso e pagato artisti della loro area; per quanto riguarda la destra è stato solo un problema di soldi o per non esporsi, o per che cosa?   La Destra è una realtà fatta di omuncoli, mai abituata alle grandi cose, che salta fuori solo al momento opportuno quando c’è qualcosa da prendere, da arraffare: vedi quanti sono oggi sul carro di Alleanza Nazionale? Qualcuno pensa ancora che la maggioranza di questi sta su quel carro per la Fede? No, c’è sempre, sempre un tornaconto, basta cercare e lo si trova. Per questo è importante essere liberi, non essere costretti. Qui il discorso sarebbe lunghissimo: certo se non avessi dovuto sottostare a scelte di altri, se avessi avuto qualche soldo in più, anche la musica, mia e di altri gruppi, sarebbe andata in altro modo. Ma la musica, ho capito dopo, serviva da specchietto per le allodole per portare i giovani in piazza a fare campagna elettorale per certe cariatidi di onorevoli da fare schifo.

7)   Una critica ed un complimento per quanto riguarda il periodo nel quale hai partecipato attivamente al settore alternativo.   Ho tentato di fare politica attiva fondando il BLOCCO NAZIONALE, ma la cosa non ha avuto successo. Una critica non ce l’ho, perché posso dire che nella vita ho fatto esattamente ciò che ho voluto, non ho mai timbrato cartellini e non sono mai stato a busta paga di nessuno. Penso di avere vissuto una esistenza libera e senza condizionamenti.

8)   Un errore che non commetteresti più?   Mi sono trovato in tante occasioni faccia a faccia con personaggi politici equivoci e per quieto vivere ho abbozzato un sorriso di circostanza: oggi li manderei a cagare in pubblico.

9)   Una cosa giusta che non hai avuto il coraggio di fare?   La raccolta delle 500mila firme contro Scalfaro è stata una bella cosa. Io sono essenzialmente un comunicatore. Nella mia vita ho studiato questa scienza e l’ho applicata al lavoro, all’arte, alla mia infinita fantasia. Perché è vero che ho 51 anni, ma addosso me ne sento al massimo 30.

10)                     Gli artisti alternativi di oggi cosa dovrebbero prendere degli anni 80 musicalmente parlando?   Ogni età ha un suo sound di riferimento e bisogna cavalcare il momento, fare cose nuove. Avere il coraggio di inventare cose nuove, questo si è alternativo. Certo non è facile poiché hanno già inventato tutto ed il contrario di tutto, ma l’artista, quello vero, è colui che riesce a modificare la realtà e creare nuove suggestioni per i nostri cuori.

11)                     Avere coraggio in musica cosa significa?   Principalmente rifiutare di far mettere le sporche mani nei propri testi.

12)                     E’ ancora possibile parlare di musica politicamente impegnata in un contesto politico come il nostro? La musica alternativa sopravvive, ma con quali realtà si trova a fare i conti? Un pubblico artisticamente impoverito, culturalmente poco consapevole. Terminati gli anni di piombo i cantautori si sono ridotti a elementi pseudoinvisibili, e con scarse possibilità di veicolare il proprio messaggio. Da dove è cominciata questa miseria?   Dal fatto che non servivano più i menestrelli ad aprire i comizi degli onorevoli nelle campagne elettorali. Non vi siete accorti che in quei periodi gli onorevoli facevano fatica a sborsare centomila lire per il rimborso spese di tanti di noi e oggi si presentano sul palco con Gigi d’Alessio o Marco Masini (pagati profumatamente!!!). Questa è la realtà, ragazzi…

13)                     La musica tocca e parla della sensibilità di chi la ascolta. Ma è la gente che chiede e produce musica. Se gli italiani hanno perso un’identità politica è anche colpa di chi non canta più certi argomenti?   Gli italiani cantano ciò che gli viene proposto. Quando Fini mi chiamava per una Festa Tricolore e chiedeva uno sconto poiché i ragazzi di quel paese non ce la facevano con le spese, mai avremmo immaginato che oggi nelle leve del potere radio televisivo abbiamo autorevoli esponenti della destra che, per la musica alternativa hanno fatto… un cazzo!

14)                     Militante di sinistra = una figura di filosofo di strada. Radicale di destra = una testa calda alla ricerca di un pretesto. Negli anni ottanta-novanta questo mito si solidifica, e per l’italiano medio è divenuta una specie di verità assiomatica. A me pare una barzelletta. Come ha fatto una battuta di bassa categoria a trasformarsi nella vox populi del 2000?   Questo mito purtroppo lo hanno creato una serie di camerati poco camerati che nemmeno loro ci credevano, nella nostra musica, e giocavano per non farsi sfuggire un piccolo o grande posticino in quella o quell’altra amministrazione, ente, comune, provincia. Insomma sempre e comunque per farsi i cazzi propri.

15)                     La politica a destra oggi si è divisa con Alleanza nazionale e la Fiamma tricolore, i giovani si dividono,secondo te le tue canzoni possono ancora dire qualcosa a nostri giovani?   Di più, c’è la Mussolini, c’è di nuovo Rauti, Forza Nuova e il Fronte Nazionale, oltre una serie di partiti e partitini che escono in occasione delle elezioni dalla cabina telefonica dove hanno sede. Le mie canzoni sono figlie del loro tempo, oggi per fortuna non si muore più per le strade come negli anni 80. Oggi ci sarebbe bisogno di canzoni con un respiro più ampio, con la rivendicazione del nuovo che avanza e il ricordo delle tradizioni che va oltre il nostro futuro. Ma è un discorso lungo, impegnativo. Qui ci vorrebbero le famose palle, magari ne riparliamo.

 

Michele Logiurato alias Michele Di Fiò

 

 

 

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