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05/10/2010

 

CI HANNO PORTATO NELLA FOGNA (CON LA CACCA SINO AL COLLO)

La casa di Montecarlo? Anch’io voglio dire la mia

di Filippo Giannini

   Sì, voglio dire la mia, anche se, e lo premetto, non mi interessa sapere se quella casa appartiene o no al signor  Giancarlo Tulliani. Perché? Perché, quando si è immersi nella cacca, uno schizzo in più è inavvertibile. Inoltre, e questo mi interessa, voglio partire dalle origini.

   E noto che la Massoneria era un acerrima nemica del Fascismo, e dovrebbe esser noto che tutte le società segrete furono messe a tacere nel Ventennio fascista. Furono messe a tacere in Italia, ma era attiva e potente fuori del nostro Paese, principalmente in Gran Bretagna e in Francia. E, in quegli anni, specialmente dalla Francia partivano disposizioni per abbattere il Regime fascista. Nell’aprile 1926 Mussolini affermò: <Noi rappresentiamo un principio nuovo nel mondo, noi rappresentiamo l’antitesi netta, categorica, definitiva della democrazia, della plutocrazia, della massoneria di tutto il mondo, per dirla con un’unica espressione degli immortali principi dell’’89>.

   Immediata fu la reazione massonica: <Il fascismo dovrà essere abbattuto o con la soppressione del suo capo o con l’intervento della Monarchia e dell’Esercito o in conseguenza di una guerra perduta o per effetto di una situazione economica disastrosa (…)>. …E vinse la Massoneria…La Monarchia intervenne, la guerra fu persa, il Fascismo fu abbattuto, il suo Capo assassinato. Ma dato che le idee non possono essere uccise, e dato che il principio nuovo nel mondo se riproposto potrebbe ancora oggi nuocere al potere plutocratico e alla massoneria, era ed è necessario che il demonio fascista venga quotidianamente assassinato e caricato di ogni colpa possibile e impossibile, e questo  grazie al controllo che il potere demo-plutocratico e massonico sono riusciti ad imporre all’informazione.

   Nel dopoguerra nacque il Movimento Sociale Italiano, un organismo notoriamente di ispirazione mussoliniana. Anche con i tanti errori commessi dai loro vertici, e alla demonizzazione (come abbiamo poco sopra accennato), dei mass media, il Msi si stava affermando sempre più in tutto il territorio nazionale. Tutti possono ricordare che nel 1993 l’Msi ebbe una serie non indifferente di consensi, tanto che nelle elezioni per il rinnovo del Consiglio Comunale di Napoli e di Roma, l’Msi sfiorò da solo contro la coalizione di tutti gli altri partiti, il 50% dei voti. Ricordo che a novembre del 1992 Roma assistette ad una manifestazione di circa 70 mila fascisti/missini (dati della polizia), ecco, allora, che per le Logge il pericolo si ripresentava e dovette correre ai ripari. Fu proprio a seguito di questi avvenimenti che Gianfranco Fini da acceso fascista, da Segretario del Msi si trasformò in acceso antifascista. Come si giunse a tanto? Ho sotto gli occhi un opuscolo: “Massoneria Oggi”, titolo, “La cerimonia dell’Equinozio d’autunno”. Trascrivo solo alcune parti, ricordando che la manifestazione era presieduta dal Gran Maestro Virgilio Gaito: <Il 24 settembre 1994 u.s. (data indicativa, vero? Nda) si è svolta a Roma nel parco della Villa “Il Vascello” la cerimonia annuale del Grande Oriente d’Italia in occasione dell’Equinozio d’Autunno. Alla cerimonia hanno partecipato circa mille Fratelli provenienti da tutti gli Orienti d’Italia e un gran numero di ospiti e personalità italiane e straniere (…)>. Dopo aver elencato i nomi di rappresentanti di diverse Logge straniere, il periodico massonico così continua: <Numerose personalità italiane e straniere hanno onorato la cerimonia con la loro presenza: Sen. Giulio Maceratini, Presidente Gruppo An/Msi al Senato (…). Sono inoltre pervenuti messaggi augurali di saluto da parte di personalità politiche italiane e straniere: On. Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio dei Ministri, On. Irene Pivetti, Presidente della Camera dei Deputati (…)>. Furono letti alcuni messaggi di adesione, fra questi: <On. Adriana Poli Bortone, Ministro delle Risorse Agricole, On. Publio Fiori, Ministro dei Trasporti e della Navigazione (…)>.

   Alcune considerazioni. Di Silvio Berlusconi c’è poco da aggiungere, ma è da ricordare che il Silvio Nazionale nel 1976 organizzò e finanziò la scissione del Msi facendo convergere alcuni deputati in Democrazia Nazionale. Operazione miseramente fallita, grazie al carisma e alle capacità e alla fede di Giorgio Almirante. Ma il Silvio Nazionale non demorde: nel già ricordato rinnovo del Colleggio Comunale, quando Gianfranco Fini si presentò quale candidato sindaco di Roma del Msi (come detto sfiorò il 50% dei consensi), Berlusconi caldeggiò la vittoria di Gianfranco Fini. Ormai Giorgio Almirante era morto, ma non Gianfranco Fini il quale (ma i giochi erano fatti) traghettò il Msi nel governo Berlusconi. Per accreditare questa operazione era necessario che il Msi perdesse i suoi connotati, e questo fu reso possibile con il Congresso di Fiuggi (gennaio 1995), dove con chiare manovre truffaldine i cospiratori riuscirono a spegnere la Fiamma del Msi, traghettandola in Alleanza Nazionale   e trasformarono la platea del Congresso in una assise di antifascisti. Vi invito a leggere le Tesi Programmatiche.

   Torniamo ai partecipanti dell’Assise Massonica del settembre 1994. Leggiamo i nomi del Sen. Giulio Maceratini e del messaggio dell’on Poli Bortone (quella del mi spezzo ma non mi piego!), entrambi ancora alti esponenti del Msi, Movimento di chiara ispirazione fascista, ricordo di nuovo: fascismo, nemico giurato della massoneria. Perché quella presenza, perché quel riconoscimento alla massoneria? Lascio le risposte ai lettori.

   Ed ora passiamo alla casa di Montecarlo. Come premessa voglio ricordare che i beni del Msi erano notevoli in quanto numerosissimi erano i lasciti dei fascisti, beni che andavano ad arricchire le casse del partito; dopo, con la nascita di An e la morte del Msi, i lasciti diminuirono notevolmente. Come abbiamo scritto all’inizio voglio partire all’origine della faccenda, cioè dal lascito della Contessa Anna Maria Colleoni ad An. Posso scrivere delle corbellerie in quanto di leggi e di codici ne capisco poco o niente, però mi butto. Per quanto ho letto la donazione testamentaria della Colleoni (che per quanto ho capito si tratta di milioni di Euro) era vincolata ad una condizione: <Per la continuità della buona causa>. La buona causa per la Contessa Colleoni era la causa fascista, come molti testimoni hanno confermato. La Contessa è morta nel 1999, cioè dopo la mascalzonata di Fiuggi, quando cioè Gianfranco Fini e An avevano rinnegato il Fascismo definendolo male assoluto. La domanda allora è questa: la Contessa Colleoni, se per buona causa intendeva quella fascista, dopo le abiure di Gianfranco Fini e dei suoi accoliti, perché non ha stracciato il testamento? Le risposte possono essere: 1) la Colleoni cambiò idea e sposò le tesi di Alleanza Nazionale; 2) la Contessa non era a conoscenza delle abiure di Fiuggi; 3) la Colleoni ha avuto delle assicurazioni che, nonostante le Tesi Programmatiche di Fiuggi, An, tramite il suo Presidente, avrebbe continuato la buona causa. Di conseguenza, escludendo il punto 1), rimangono validi i punti 2) e 3). In altre parole la Contessa Colleoni è stata ingannata. E allora la domanda sorge spontanea: <Sono state rispettate le volontà della Colleoni, oppure sussiste una mancata ottemperanza delle volontà testamentarie?>. Se così fosse cosa attendono i parenti della Contessa ad agire di conseguenza? Ma, ripeto ancora, è l’idea di un incompetente in materia di legge: potrebbe agire anche il Movimento Sociale Italiano Fiamma Tricolore, in quanto, come è noto, è la continuità del Msi,che non riconobbe quanto a Fiuggi fu stabilito; di conseguenza potrebbe aspirare al lascito per la continuità della buona causa. Che questo sia possibile è sufficiente leggere l’articolo 1 o 2 de suo Statuto, che indica chiaramente l’ispirazione allo Stato Corporativo, Stato concepito dal Regime mussoliniano.

   A chiusura lancio un appello a coloro che ancora credono nella buona causa, come la intendeva Anna Maria Colleoni: uscite dalla cacca, lasciateci dentro gli infami. Pretendete di RIACCENDERE la fiamma del Msi. Ci siamo informati, a determinate condizioni l’operazione sarebbe fattibile