15/07/2010

LA FINE DI AREA DESTRA

INTERVISTA AD ALESSANDRO PUCCI

di STEFANO PANTINI

 

Come nasce Area Destra?

Il Movimento Politico Area Destra nasce il 17 Dicembre 2009 per opera di 18 Fondatori adottando

uno statuto che agli ultimi articoli prevede una Fase Transitoria con Organi e Deleghe ben definite.

La Prima ad Alberto Ferretti che assume l’Incarico di Portavoce Nazionale e la seconda

ad Alessandro Pucci che assume l’incarico di Responsabile Legale. Questo è ben specificato

nell’Atto Notarile di Costituzione del Movimento. Adotta un Nome e Simbolo registrato

da Alessandro Pucci (UIBM) che come primo Fondatore lo fa utilizzare al Movimento

(è prassi nota in tutti i movimenti e partiti). Nessun atto di cessione del Nome e Simbolo

però è stato mai ratificato o è avvenuta tra Pucci e il Movimento: era da sempre stata la volontà

di Pucci, ma gli eventi l’hanno impedito. Dei 18 Soci Fondatori ne sono rimasti al 26 giugno 2010,

solo 17 essendosi dimessa Sheila Montori per iscritto: Alessandro Pucci, Andrea Urso,

Alberto Ferretti, Adriano Renis, Andrea Carnesecchi, Benedetto Pagani,

Cristiano Lancianese, Emanuele Cerroni, Gianandrea Pieraccini, Giovanni Ciasullo,

Giovanni Obligato, Giuseppe Busceti, Massimiliano Guerzoni, Maurizio De Ritis,

Piervincenzo Squadrilli, Salvatore Giorgio Dino, Paolo Poggi

(quest’ultimo passato in Lega, sembra che sia stato recuperato in extremis).

 

Poi dal Gennaio 2010 dello stesso anno si sono svolti Tre Riunioni dell’Esecutivo

che ha adottato varie deliberazioni che però avrebbero dovuto essere

Ratificate dalla Riunione del Coordinamento Nazionale che avrebbe dovuto

anche ratificare l’ampliamento dell’Esecutivo che si allargò nel semestre

con l’inserimento di Massimiliano Mazzanti e Massimo Cacciavillani.

Lo stesso Esecutivo avrebbe dovuto comunque essere ratificato. Una delle delibere

dell’Esecutivo era anche l’allargamento del Coordinamento Nazionale a 5 altri Co-Fondatori:

Roberto Ferroni, Massimo Cacciavillani, Massimiliano Mazzanti, Francesco Stefanetti,

Michele Filippi, portando così lo stesso Coordinamento Nazionale al numero di 22 Membri

e in più l’allargamento a tutti i Regionali alla data nominati. Questo per divenire

un organismo più territorialmente e umanamente rappresentativo.

 

La Riunione del Coordinamento Nazionale fu richiesta da me e altri Dirigenti dell’Esecutivo

e del Coordinamento per il 26 Giugno con un Ordine del Giorno ben preciso: e tra le altre aperta

a tutti i Dirigenti locali e Nazionali del Movimento proprio perché sia per la Trasparenza

sia perché tutti gli incarichi erano meritocratici, si sarebbe potuto così lavorare insieme

e prendere insieme le migliori decisioni in questa fase transitoria del Movimento

che camminava, diciamolo, pari passi con la Consulta per L’Unità dell’Area istituita

con specifico Articolo nello Statuto e poi già avviata come tutti sanno.

 

Visto che alcuni dell’Esecutivo come Andrea Urso, Massimiliano Mazzanti (che ancora non faceva

parte del Coordinamento Nazionale), Giuseppe Busceti, Adriano Renis, Salvatore Dino,

avevano tutte altre intenzioni come: convocare la riunione a porte chiuse; la mancanza

di un O.d.G. chiaro e condiviso dai convocanti; non modificare le quote d’iscrizione dei Soci,

dirigenti etc. alquanto alte; eleggere un Presidente, Andrea Urso (non previsto come carica

dallo Statuto nella fase transitoria, perché l’unico Presidente era del Comitato Centrale,

organo successivo a un uno Congresso); eleggere un Coordinatore Nazionale,

Massimiliano Mazzanti (organo inesistente). stravolgere lo statuto con la trasformazione

degli organi della fase transitoria in organo di partito etc.; cancellare praticamente

la Consulta perché volevano prendere un altro cammino meno a dir loro “radicale”

e fare l’Unione dell’Area con Associazioni vicine o parte della PdL; sentiti gli altri dirigenti

contrari a tutto ciò, decisi di convocare a Tor di Quinto il 26 Giugno una Riunione

aperta a tutti i Dirigenti locali e nazionali, per procedere legalmente in nome dello Statuto

agli atti previsti, compresa la convocazione del Coordinamento Nazionale.

 

Andrea Urso e Massimiliano Mazzanti presero con i loro un’altra strada. Iniziano

con la messa sotto controlla della pagina Web: Andrea Urso che controllava

la Pagina Web del Movimento attraverso una società, complice anche un black out tecnico,

cambiò le password di accesso e precluse a me e Alberto Ferretti la possibilità di continuare

a pubblicare e l’accesso al sito (premetto che in una delibera del consiglio direttivo

si indica l’impellente necessità di avere la proprietà del sito web e delle mail consegnate

ai dirigenti personalmente, e fu invitato Urso a procedere al cambio ma non accadde

nulla fino alla definitiva messa sotto controllo). Così spariscono anche articoli di pucci

e comunicati di Fn e Mnp e incomincia ad essere stravolto anche l’organigramma:

io per esempio scompaio da resp. legale.

Nel frattempo invitai per Mail il resp. tesseramento ed il resp. amministrativo a inviare gli elenchi rispettivi 

per rendermi conto con gli altri dirigenti della situazione del movimento:

ma ne Adriano Renis resp. tesseramento né Giuseppe Busceti resp. amministrativo,

consegnarono quanto poi non gli apparteneva. Dal sito furono cancellati i nomi

degli appartenenti alla Consulta e dalle Mail che giravano si capiva che questi “golpisti”

avevano ben altre intenzioni.

E qui è la fine della storia.

Io con 5 Membri del Coordinamento Nazionale-soci fondatori (Cristiano Lancianese,

Emanuele Cerroni, Giovanni Obligato, Piervincenzo Squadrilli, Maurizio de Ritis)

e altri Dirigenti Locali, Nazionali e Militanti e Massimo Cacciavillani membro dell’Esecutivo,

facciamola riunione a Tor di Quinto.

Mentre Andrea Urso e altri 7 Membri del Coordinamento Nazionale-soci fondatori

(Adriano Renis, Giovanni Ciasullo, Salvatore Dino, Paolo Poggi, Andrea Carnesecchi,

Giuseppe Busceti, Benedetto Pagani) fanno la riunione blindata all’Hotel De Roussie

con la presenza di Massimiliano Mazzanti.

 

Breve Cronistoria: gli aventi diritto del Coordinamento Nazionale e soci-fondatori erano e sono 17:

- Al De Roussie erano in 8 (6 toscani) - A Tor di Quinto eravamo in 6 – Gli Assenti erano tre

(Alberto Ferretti, Massimiliano Guerzoni e Gianandrea Pieraccini).

Massimiliano Guerzoni si è successivamente dimesso anche Lui come tanti altri dirigenti,

protestando contro l’atteggiamento prevaricatore del plotone del De Roussie. 

Al De Roussie si auto-eleggono: Urso Presidente, Mazzanti Coordinatore

e ambedue Resp. Legali; sparisce poi l’organigramma nazionale; mi espellono

con successiva diffida legale, etc. etc.

Da quando una minoranza decide per una maggioranza: si erano pure portati un “legale”

per redigere il verbale e 5 uomini di un’agenzia di sicurezza.

Insomma si cerca di Imbavagliare chi è corretto e non la pensa come Te. Tipica

operazione stalinista: l’imbavagliamento dell’altrui libero pensiero.

 

A Tor di Quinto si decide di dichiarare illegale la riunione al De Roussie.

Molti nel frattempo si sono dimessi in tutta Italia per protesta contro l’atteggiamento

del Duo dinamico, Urso-Mazzanti.

Un Golpe di una piccola minoranza: mail e telefonate di solidarietà mi sono arrivate da tutta Italia.

Sono stato diffidato proprio perché ho difeso lo statuto; la proprietà del simbolo

con nome registrato all’UIBM è mia. Il cammino di Area Destra per me è finito.

E’ finita una bella avventura che è passata alla storia nel breve periodo della Sua Esistenza.

Con Urso e Mazzanti e loro compagni, Io e chi è con me, NON abbiamo nulla da spartire.

Chi è loro complice non è un nostro Camerata: la vita è fatta di scelte e di onestà.

Anche l’operazione organizzata da Andrea Urso con Luca Lorenzi è fallita:

il Logo di Gioventù Italiana che Lorenzi appoggiato da Urso voleva registrare

alle spalle di Storace mentre era ancora in carica. La Destra è rimasta giustamente

con il suo Logo e Lorenzi ha finito la sua carriera espulso con disonore.

Sembra che Urso cercava sottobanco l’alleanza con Destra Toscana per le future elezioni

e con  Lorenzi avere G.I. ma la stessa è rimasta compatta con la Destra.

 

Di chi è la colpa del declino di Area Destra?

Di gente ambiziosa che ha nomi e cognomi: Urso a Mazzanti etc.

Politicamente parlando, perché di questo declino, la consulta di Area è stata forse la vera artefice della situazione odierna?

No, a contrario di quanto dichiarato da Mazzanti e Urso, per esempio nessuna relazione dopo l’ultima riunione della Consulta 

è mai stata pubblicata da Area Destra: iniziava già un percorso alternativo: l’ho detto in precedenza: 

alcuni hanno preferito guardare a situazioni elettorali e politicamente a loro più compatibili: 

basta leggersi l’ultimo articolo comparso ieri in prima pagina del sito di area destra.

Riunire il nostro mondo è un’impresa ardua ma non impossibile: qualcuno aveva fretta e altri progetti in mente.

 

Come si procederà per il simbolo e la futura esistenza di Area Destra?

Se vogliono nome e simbolo che se lo tengano, quello che conta sono gli uomini e le idee.

Che cosa vuol dire a quelle persone che hanno voltato la faccia rispetto a quello che avevano ratificato nello statuto di Area Destra?

Nulla si sono già fatti una bella pubblicità. E poi giustamente sono persone……..

Area Destra è finita, che cosa vuol dire a quelle persone che ci hanno creduto e che sono rimaste deluse?

Che ringraziassero il plotone golpista: che giochino alla politica, abbiamo visto come sono bravi e pieni di storia…………………

E’ inutile sprecare tempo e convivere con questa gente.

E anche a chi si è adoperato con la presenza e la disponibilità nella consulta per la creazione di un nuovo partito?

Anche noi, traditi da questo manipolo, siamo tra questi o no?

Il progetto è annullato o solo rimandato?

Devo dire che francamente solo singolarmente ci si è rammaricati ma prese di posizione ufficiali da parte dei Movimenti più importanti 

non ci sono ancora state e questo fa riflettere…..