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10/03/2010

IRASENNA DA SEMPRE CERVETERI

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Da sempre Cerveteri, troppo ricca di storia da poterlo sopportare, è incapace di riconoscere un ruolo al passato glorioso che la volle metropoli alla pari delle grandi poleis greche; i ceretani erano doverosamente rappresentati dove pulsava il cuore dell’economia antica e a Delfi il loro prestigio era indiscusso. Nella nostra città, poi, venivano i figli della nobiltà romana ad istruirsi in quella che era riconosciuta patria del sapere, qui le sacre vestali ed i sacri libri trovarono rifugio alle orde di invasori.
E poi? Nel 1264, i Duchi di Spoleto, lo città vecchia si ripopolava, cambiando il nome da Caere in "Caere Vetus", poi sempre il papato, con le varie famiglie aristocratiche, nel corso dei secoli: i Crescenzi, i Latrones, i Venturini, gli Orsini, i Della Rovere, i Cybo, i Farnese e infine, i Ruspoli, gli attuali proprietari, che acquistarono il feudo cerite dagli Orsini nel 1674. Una interminabile storia fatta di tanta malaria, peste, invasioni, distruzione, pure i briganti spadroneggiavano lungo le gole tufacee e col tempo dell’antica metropoli svanirono i fiori e solo i bulbi rappresentati dalle tombe sopravvissero. Come sempre nella storia ci si dimentica di parti del passato per poi riscoprirle, il significato delle cose piano piano viene meno ed è curioso come i viaggiatori dell’800 interessati alla nostra cara terra e alle vestigia del passato si sentissero rispondere sono “cose”, il loro senso era perduto per sempre.
“George Dennis ci racconta che proprio dove Enea ricevette dalla sua Dea madre, l’armatura forgiata da Vulcano completa del famoso scudo sul quale erano incise le future glorie di Roma, sui colli in alto, ricoperti di oliveti e di querce, qui, una volta sorgeva la ricca Agilla, divenuta la Kaisra degli Etruschi, rappresentata poi da Cerveteri, un misero villaggio di non più di duecento abitanti.….. ancora l’illustre David Herbert Lawrence ci riferisce di un piccolo logoro garbuglio di stradine rinserrate nelle mura, ora la cittadella è desolata, con un gran palazzone consunto, una specie di residenza di governatore o vescovo, adagiato sul poggio oltre la porta della rocca. Sotto il palazzo c’è un cortiletto desolato con le vestigia di un recinto in rovina:il tutto è indicibilmente abbandonato, spento e comunque troppo imponente per il grigio groviglio di vie abitate più sotto, tanti anni sono passati da quelle meravigliose giornate di sole che portò i noti viaggiatori alle ben tristi considerazioni sull’abbandono in cui le vestigia di un passato tanto glorioso erano tenute dal “sonnolento” Stato Pontificio, poi arrivarono i bersaglieri ma quella sonnolenta incapacità di custodire e valorizzare l’enorme patrimonio ceretano permane e i crolli sono all’ordine del giorno nel nostro territorio.
Qui regnano sovrane la sagra della salsiccia e del carciofo eventi “top” dell’anno
L’uomo di oggi, come quello di ieri, è solo un depositario dei tesori del passato, come per i religiosi, e li deve tutelare e salvaguardare per l’uomo di domani. “Il cemento ideale di una comunità è formato dalla coscienza della propria cultura e dalla capacità che abbiamo di conservarla e di accrescerla”con queste semplici ma esaurienti parole Ludovico Magrini, padre del volontariato dei beni culturali, a cui siamo fieri di riferirci, centrava il problema. E’ proprio la scarsa coscienza della grande cultura e del valore in termini di occupazione e turismo dell’immenso patrimonio presente sul nostro territorio che determina quel secolare stallo che impedisce il doveroso sviluppo conseguente. Sulla capacità di conservare ciò che “Tinia” ci ha donato……..sarebbe un discorso troppo lungo e vedrebbe sottolineato il ruolo di quei famelici distruttori del nostro passato conosciuti come “tombaroli” e dell’incapacità della collettività di tutelare la grande risorsa di sviluppo negato. Il nostro passato è stato troppo spesso mercificato, aveva valore solo il vendibile disinteressandosi delle “pietre” e le pietre se non restaurate doverosamente crollano…….. La nostra “neonata” Associazione, che già conta sostenitori in ogni parte del mondo, si propone di fare di queste parole un Programma, un progetto su cui incontrare sensibilità e culture diverse nel comune grande obiettivo di favorire, non lasciando nulla di intentato, la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico archeologico del nostro territorio Ultimamente, nell’attesa di definire gli aspetti burocratici dell’Associazione e di predisporre un’agenda di incontri scientifici con diversi docenti universitari di etruscologia per poi ordinare la nostra proposta specifica per la valorizzazione dell’antica Kaisra patrimonio mondiale dell’UNESCO, ci stiamo preoccupando di un’emergenza rappresentata dalla situazione delle mura medievali, specialmente in piazza Aldo Moro, della torre dei Borgia e della cripta della chiesa Santa Maria Maggiore. Giorno dopo giorno, crollano dovunque tufelli, la torre ormai è seriamente compromessa ed una pagina della storia di Cerveteri è in reale pericolo come lo sono i cittadini ed i visitatori che vi transitano sotto, noi stiamo allestendo un completo dossier da inviare alla autorità competenti. La cosa però che notiamo annichiliti è lo sperpero di soldi del nostro Comune per creare una fontana non necessaria che è un obbrobrio vero e proprio, e oltretutto si sovrappone in parte alle mura medievali, e non si è sia mai fatto un intervento veramente capillare per salvaguardare definitivamente le mura stesse. La nostra Associazione non vuole entrare assolutamente nei meriti politici, nè tantomeno fare polemiche con nessuno, anche perchè è una situazione che si trascina da decenni attraversando giunte di opposte tendenze unite nel disinteresse, nessuno mai ha fatto qualcosa “di importante”per queste mura se no non sarebbero così.
Il nostro appello è rivolto in primis alla Sovrintendenza ai Monumenti, poi a tutti gli appassionati della storia di Cerveteri, alle associazioni, università, enti, ad Italia Nostra e chi più ne ha più ne metta, per cercare di fare proposte serie , per chi volesse aiutarci e darci consigli ci contatti: Vi terremo informati del ricco programma che stiamo allestendo.

info@irasenna.org

www.irasenna.org

 

Giangreco Giuseppe, presidente dell’associazione Irasenna