UN RICORDO NON DA POCO

19/04/2009

 JUNIO GUARIENTO 

 

PRESENTA LA RAUTICATA

(Piccola presentazione di una canzone rivisitata che è rimasta nei nostri cuori)

Junio inizia a suonare nel 1976 nel "Gruppo Padovano di Protesta Nazionale", 

poi divenuto, l’anno dopo, "Compagnia dell’Anello" . 

Della "Compagnia" sarà uno dei principali artefici, partecipando ai vari Campi Hobbit, fino al 1983 

quando se ne staccherà.

Ritorna ad esibirsi da solo in concerto nel 1991.


Veniamo alla RAUTICATA


Il testo fu scritto con il contributo di Peppe Nanni, Umberto Croppi e qualche altro milanese 

di cui non ricordo il nome. era fine '79 inizio '80.

Umberto, passando da casa mia in arrivo da Milano, me la diede e ne fui entusiasta. 

La suonai subito alla chitarra e fu molto divertente. 

Misi a punto qualche passaggio soprattutto per rispettare la metrica e ... il gioco fu fatto.

Nei giorni successivi, sempre a casa mia, la feci ascoltare a Enzo Pastore de LA CLESSIDRA 

e fu così che a Campo Hobbit 3, fu proprio questo gruppo ad eseguirla. 

So che Rauti non la prese molto bene, ma questo faceva parte del personaggio 

che non si rendeva conto che era un riadattamento che corrispondeva ad un abbraccio 

e già in questo c'erano i sintomi di quello che poi sarebbe stato il pezzo successivo.

Infatti, poco dopo, sempre dallo stesso "manipolo" della prima, fu concepita 

"In morte di P.R." parafrasando "In morte di S.F" sempre di Guccini.

Quella fu la vera canzone piena di incazzatura per il tradimento a tutti noi 

che così diventammo i "rautiani nonostante Rauti" 

e fu il sigillo che sintetizzava, per molti di noi, 

la voglia e la necessità di percorrere nuove strade sempre con coerenza 

al nostro sogno metapolitico.

JUNIO



LA RAUTICATA

Ma se io avessi previsto tutto questo
dati cause e pretesto e attuali conclusioni
Credete che per questi quattro soldi
questa gloria da stronzi avrei scritto mozioni
Vabbè lo ammetto che mi sono sbagliato
e accetto il “crucifige” e così sia
Chiedo tempo son del partito mio
per quanto grande sia il primo che ha studiato.

Andriani forse aveva anche ragione
a dir che la Regione è davvero importante
Parlato non aveva poi sbagliato
a dire che un deputato conta più di un di un militante
Giovane ingenuo io persi la testa,
sian stati Nietzsche o il mio estremismo
E un cazzo in culo e accuse di castrismo,
dubbi di qualunquismo son quello che mi resta.

Voi critici, voi senatori austeri,
militanti sinceri chiedo scusa a vossia
Però non ho mai detto che a mozioni
si fan rivoluzioni o si possa far poesia
Io scrivo quando posso e come posso,
quando ne ho voglia senza applausi o fischi
Scrivere no! non passa fra i miei rischi,
allenatevi ai fischi e sputatemi addosso.


Secondo voi a me cosa mi frega
di assumermi la bega di star quassù a parlare
Godo molto di più nel censurarmi
oppure a arrovellarmi o al limite a tramare.
Se son di umore nero allora scrivo
frugando dentro alle nostre miserie
Di solito ho da far cose più serie,
star in piedi fra macerie o mantenermi Pino.

Io tutto, io niente, io stronzo, io ubriacone,
io esteta, io buffone, io fanatico, io castrista
Io ricco, io senza soldi, io banale,
o diverso, io uguale, pigro, ebreo, comunista
Io frocio, io perché scrivo so imbarcare,
io falso, io vero, io genio, io son Pino
Io sono qui alle 4 del mattino,
angoscia e un po’ di vino: voglia di esternare

Secondo voi ma chi me lo fa fare
di stare ad ascoltare chiunque ha un tiramento
Occhio, Rubei dice, sei depresso
nemmeno col congresso avrai un miglioramento
Ed io che ho sempre detto che era un gioco
saper usare o no un certo metro
Camerati, il gioco si fa peso e tetro
comprate il mio Di Pietro: io lo vendo per poco!

Colleghi deputati, eletta schiera
che si vende alla cena per un po’ di affissioni
Voi che siete capaci fate bene
ad aver le tasche piene, ma non avete i coglioni
Che cosa posso dirvi? Andate e fate, tanto ci sarà sempre lo sapete:
Un infame pentito, (ma che volete?), un Birindelli e un prete a sparare cazzate.

Ma se io avessi previsto tutto questo
dati cause e pretesto forse farei lo stesso
Mi piace far mozioni, sono Pino.
mi piace far casino, poi sono nato fesso
E quindi tiro avanti e non mi svesto
dei panni che sono solito portare
Ho tante cose ancor da raccontare
per chi vuole ascoltare e a Fini tutto il resto

 

DI SEGUITO

IN MORTE DI P.R.

scritta nell'83

Lunga e diritta non sembrava la schiena

Rauti spavaldo parlava

Linea futura era appena iniziata

E già Di pietro spingeva

E già Di pietro spingeva

 

Forte la mano scuoteva Almirante

Forte il trombone tuonava

Ma già sapevi che c’era l’accordo

Quel giorno che ti aspettava

Quel giorno che ti aspettava

 

Già lo sapevi  ma tu ci hai fregato

Quando si è giovani è strano

Poter pensare che a cacciare Tarchi

Tu pure ci hai messo la mano

Tu pure ci hai messo la mano

 

Vorrei sapere che cosa hai pensato

Quando Cacciola è impazzito

E Simeone è uscito incazzato

Mentre Nizzani è finito

E Greco si è inviperito

 

Vorrei sapere che cosa hai provato

Quando il giornale è fallito

Quando anche l’Hobbit tu hai rinnegato

Quando anche Groppi è fuggito

Quando anche Groppi è fuggito

 

Poi solamente il silenzio ha regnato

Sulle manovre contorte

Per evitare lo scontro frontale

Contro la pena di morte

Contro la pena di morte

 

Vorrei sapere a cosa è servito

Scriver, cantare, lottare

Viver soltanto di sputi e pedate

Per esser poi digerito

Da questo infame partito

 

Voglio però ricordare com’eri

Pensare che ancora vivi

Voglio pensare che ancora hai i coglioni

E come allora tu scrivi

E come allora tu scrivi

 

 

QUESTO E’ UN RICORDO PER CHI A VISSUTO QUEGLI ANNI  CON PASSIONE

E CON SPIRITO GOLIARDICO.

 

STEFANO PANTINI