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13/08/2010

 

CHI HA TRADITO TRADIRA’:

Caro Silvio, questa volta è toccata a te!

Di Filippo Giannini

 

IL TRADITO PUO’ ESSERE UN INGENUO; MA IL TRADITORE E’ SEMPRE E COMUNQUE UN INFAME (Benito Mussolini)

Breve storia di uno spermatozoo ingrifato di sfrenata ambizione che prima ha fregato Almirante, poi il sottoscritto, quindi Mussolini, poi fu la volta della Signora Colleoni, seguirono i tanti camerati che avevano fiducia in lui, ora è stata la volta di Berlusconi. E domani?

 

di Filippo Giannini

    E da giorni che si parla della rottura tra Fini e Berlusconi, rottura di cui non me ne frega niente; quindi tratterò questo argomento solo marginalmente, concentrando la mia attenzione sulla Signora Anna Maria Colleoni e il lascito ad Alleanza Nazionale dell’appartamento al numero 14 di boulevard Charlotte a Montecarlo. Dai giornali apprendo che la Signora Anna Maria Colleoni era un convinta fascista e nel suo testamento era chiaramente indicato che il lascito doveva servire per “la continuazione della buona causa”. E quale era questa buona causa? Come è indicato nelle volontà testamentarie, la buona causa era quella nella quale la Signora credeva: la causa fascista. Ora mi chiedo: la Signora Colleoni è morta nel 1999, l’infamia di Fiuggi avvenne a gennaio del 1995, quindi la Signora Colleoni ha avuto quattro anni di tempo per prendere atto che Alleanza Nazionale, e il suo presidente Gianfranco Fini erano diventati esponenti del più farsesco antifascismo. Chi non ricorda la macabra farsa messa in atto dall’infame N° 1 quando questi di fronte alle bare di Almirante e Romualdi, sollevò solennemente la mano giurando che sarebbe stato <l’artefice del Fascismo del 2000>? Quindi io, che non sono un uomo di legge, per semplice logica affermo che Gianfranco Fini e Alleanza Nazionale NON possono godere del lascito della contessa Colleoni. Questa povera Signora è stata tradita e come sostiene (questo dal mio punto di vista), giustamente, il nipote Paolo Fabri: <Se ciò che leggo è vero, direi che quell’eredità non è servita allo scopo al quale mia zia l’aveva vincolata, almeno moralmente>.

    Ma non solo la Signora Colleoni è stata ingannata, ma tanti che tutt’ora (è incredibile) militano accanto all’infame N° 1.

    Tramite L’Ordine Sociale, diretto dall’indimenticabile Silverio Bacci, ricevetti a seguito di un mio precedente articolo su quel settimanale questa lettera a firma A.D.M; (non sono autorizzato ad indicare il nome del lettore che mi ha scritto, ma che mi fa sapere di essere, <un “repubblichino” di Alleanza Nazionale>), lettera che qui di seguito riporto e prego i lettori di aver pazienza e di prenderne visione:

<Caro Giannini,  

solidale al 99,9 per cento con le tue analisi su “L’Ordine Sociale”, preferirei leggere anche qualche parola di generosa comprensione per quei molti camerati che hanno scelto di stringere i denti e di soffrire all’interno di Alleanza Nazionale con il tenacissimo impegno di assicurare continuità storica, sia pure nelle mutate realtà del tempo in cui viviamo, alle nostre origini. Fedeli alla raccomandazione di De Marsanich: “Non rinnegare, non restaurare”.

Giustissime le tue critiche e le tue riserve che sono anche di chi ritiene, tuttavia, più realistico condurre la tua stessa battaglia dentro e non fuori A.N..

Giustissimo criticare, ma altrettanto doveroso proporre soluzioni. Quali? Quale l’alternativa? Lo sterile approdo in uno dei patetici scogli del minuscolo arcipelago di area “nostra”? Per fare che cosa? Per incontrare quelli che non riescono a rendersi conto di quanto sarebbe politicamente intelligente riunire in un’unica forza i vari gruppuscoli? O, peggio per ritrovarsi in deprimente compagnia di quelli di Stelvio Del Piaz (Ordine Sociale, 17 Maggio) efficacemente definisce (e Mussolini disprezzerebbe) “personaggi di una sagra carnevalesca che mette in mostra “un fascismo” ridicolo in cui vediamo recitare dei pataccari la cui intelligenza è inversamente proporzionale al loro tasso alcolico”. Verissimo! C’è ancora gente che ci puttana presentandosi a Predappio, camicia nera e fasulle dichiarazioni.

Spiace e molto, caro Giannini, che tu non riesca ad apprezzare la sofferta perseveranza con la quale camerati di sicura fede come Buontempo, Tremaglia, Maceratini (con altri gerarchi, anche Mussolini fu massone) e vari parlamentari “non visibili”, molti giornalisti del “Secolo”, moltissimi militanti, simpatizzanti di A.N. la pensano – la pensiamo – esattamente come te, anzi chiedendoci con rammarico quale determinante contributo avreste potuto dare alla nostra battaglia interna, se foste rimasti dentro A.N.. Specialmente quando gente estranea, come Publio Fiori e Gustavo Selva, ma non sono i soli raccattati dalla rottamazione DC, non dimostrano il minimo rispetto per la nostra storia. Proprio in questi giorno Selva è arrivato al deriderla affermando (contrariamente a quanto tu sostieni) che A.N. “ha fatto della memoria il proprio confortevole rifugio”.

Il sistema elettorale è purtroppo quello che è, costringe a sopportare situazioni altrimenti insopportabili, a digerire concezioni che non ci appartengono, ad accettare alleanze innaturali. Tutto sarebbe diverso con il sistema proporzionale, nel quale ciascuno è se stesso con le proprie caratteristiche e la propria storia. Ma se le cose stanno come stanno, quale altra soluzione – se vogliamo continuare a restare presenti nello scenario politico – sarebbe possibile?

Purtroppo nemmeno tu – dopo tutte le critiche che condividiamo – sai suggerire una risposta.

E senza una proposta politicamente operativa finiremmo per ritrovarci in un cronicario di superstiti garibaldini.

In attesa di lumi.

                                                                                                                            (A.D.M.)

Rispondo.

Per prima cosa, confermo quanto scritto nel precedente articolo “Questa volta con nome e cognome” <(…) leggere parole di generosa comprensione … stringere i denti … assicurare continuità storica>. Poco dopo “l’infamia di Fiuggi”, anche senza nessuna volontà, mi “ributtai” in politica perché di fronte a tale vigliaccata lo ritenni un mio preciso dovere. Quella stessa settimana scrissi per “Linea” un articolo dal titolo “Nausea”, titolo appropriato e che corrispondeva esattamente alla sensazione di quel momento – e che tuttora provo – per quell’infame operazione badogliana.

“Stringere i denti?”. Dopo oltre quindici anni dalla nascita di A.N., “voi camerati”  rimasti <all’interno con il tenacissimo impegno ecc. ecc.> non avete fatto altro che concimare il terreno per rafforzare il potere di quei mascalzoni che affermano: per dimostrare <di essere cambiati veramente e di aver rotto con il fascismo è necessario superare l’ultimo tabù: non basta condannare, come si è fatto sinora, i delitti commessi dal fascismo, bisogna condannare chi ha commesso quei delitti: Benito Mussolini>. Ebbene, caro Sig. A.D.M., voi “camerati” che operate <all’interno> cosa avete fatto oltre che <stringere i denti>? Perché non costringete questi calunniatori ad accettare che si faccia, infine, il processo a quel  “truce tiranno”? Un processo pubblico, cosicché tutti gli italiani sappiano da che parte è stata l’onestà e la rettitudine e in quale la corruzione e l’inganno.

Scrive ancora A.D.M.: <(…) gente estranea, come Publio Fiori e Gustavo Selva, non dimostrano il minimo rispetto per la nostra storia>. Qui freno la mia penna, perché vorrebbe andar giù pesante: come potrebbero “portar rispetto” quando “voi” siete passati “armi e bagagli” nel loro campo, nel campo nemico? E poi non sono solo <i rottami della DC> a pretendere condanne “senza appello”, ma ci sono voci venute da altri lidi (e le parole hanno un forte peso): chi non ricorda il “Je repudié solennement la dictature de Mussolini”, condanna espressa da Gianfranco Fini durante un’intervista a  Le Figaro”? E non è sempre il “vostro” presidente che in occasione dell’anniversario della nostra sconfitta militare ha ufficialmente dichiarato che <i valori di libertà e democrazia celebrati il 25 aprile sono valori in cui la destra italiana si riconosce appieno e senza riserve> ? E le dichiarazioni del “vostro” nella visita in Israele? E tutto questo senza voler ricordare le “Tesi programmatiche” presentate a Fiuggi, le stesse dichiarazioni di condanna, di abiura provengono anche da altri “vostri” rappresentanti: Alemanno, Gasparri, Gramazio e personaggi dello stesso spessore. E “voi camerati che soffrite” come avete reagito oltre che con lo”stringere i denti”?

E veniamo al punto che forse è il più interessante. Il lettore scrive: <Ma se le cose stanno come stanno, quale altra soluzione – se vogliamo continuare a restare presenti nello scenario politico – sarebbe possibile? Purtroppo nemmeno tu – dopo tutte le critiche che condividiamo – sai suggerire una risposta>.

Rispondo sostenendo quello che NON avreste dovuto fare a Fiuggi: accettare la “mascalzonata”. Se tutti “voi” vi foste ribellati alla frode di Fini e associati, non saremmo giunti alla situazione attuale. Per quanto riguarda la mia risposta, posso assicurare che in ogni caso mai passerei dalla parte dei nemici del Fascismo.

Concludo riportando un rimprovero del “camerata” lettore: <Spiace, e molto, caro Giannini, che tu non riesca ad apprezzare la sofferta perseveranza con la quale camerati di sicura fede come Buontempo, Tremaglia, Maceratini ecc. ecc.>. La verità è che non stimo tali persone proprio perché, per amore della “grana”, della “poltrona”, del “tengo famiglia”, non hanno rigettato l’operazione massonica.

E ancora, perché i <vari parlamentari “non visibili” di provata fede> nell’ultimo congresso di A.N. invece di gridare “alto e forte” un “BASTA!” hanno, una volta ancora, con acquiescenza riconosciuta la guida di un “soggettino” come Gianfranco Fini che ha tradito il Fascismo, Mussolini, Almirante, suo padre, gli elettori e, forse, tutti “voi camerati” in buona fede? E, sempre in quel congresso, che genere di <impegnativa battaglia interna> avete condotto?

Oggi si potrebbe, forse, rimediare al gravissimo danno: è solo questione di attributi. Ma temo che quelli siano sensibili solo al tintinnar del dollaro.

A Fiuggi avete arrecato più danno voi alla nostra idea che gli assassinii commessi in quel 25 aprile così osannato dal vostro presidente e associati. E’ mia impressione che in fondo a tutto ciò ci sia qualcosa di ancora più sudicio – se questo fosse possibile – i cui margini sono appena percettibili.

    Vogliamo ora tratteggiare i passi più infami dell’infame N° 1? Giorgio Almirante poco prima di morire, nel 1987, lanciò questo ammonimento: <Un’altra cosa voglio dirvi in questa specie di testamento politico, attenzione alla storicizzazione del Fascismo. Perché questo non sarebbe storicizzazione: sarebbe la liquidazione del Fascismo! IL FASCISMO NON E DIETRO LE NOSTRE SPALLE; IL FASCISMO E DAVANTI A NOI!>. E che fa il novello Giuda? Dopo l’impegno preso dinanzi alle bare di Almirante e di Romualdi, con queste parole fregò anche me: <Tu Almirante hai vinto la prova della scissione di palazzo quando i trenta denari della corruzione piegarono i vili (…). Tu Almirante ci ha consegnato un partito forte, orgoglioso e pulito. E forti e orgogliosi e puliti, come tu con il tuo esempio mirabile ci hai insegnato ad essere, andremo avanti insieme con te>. Dopo aver ascoltato queste parole, questo GIURAMENTO formulato dinanzi alle due bare, chi non avrebbe creduto, chi non avrebbe consegnato l’appartamento di Montecarlo? Ma non è finita perché l’infame N° 1 ha saputo ben giocare le carte. 1988: è orgoglioso di consegnare la tessera del MSI a Le Pen; 1989. <Non dobbiamo rischiare di perdere la nostra identità nazionale in Europa>; 1990, dichiara che il Fascismo non è mai morto; 1991, <Il fascismo è un’esperienza non conclusa e noi ci sentiamo intimamente legati ad esso>; 1992, capeggia la più grande manifestazione a Roma di fascisti (la polizia ha indicato la cifra in 70 mila missini in piazza), 1993, definisce Mussolini il più grande statista del secolo. Sempre in quell’anno dopo la grande vittoria del Msi (solo contro tutti gli altri partiti coalizzati, di sinistra e destra), stranamente si reca a Londra e a New York, note sedi della Massoneria, la grande nemica del Fascismo, e torna antifascista. Il 18 giugno 1994 rilascia a Le Figaro l’intervista del ripudio del Fascismo sopra ricordato. 1995; seppellisce il Msi con l’infame operazione di Fiuggi, presentando le aberranti Tesi programmatiche nelle quali si attesta che <Il Fascismo non deve più ripetersi>; 1996, chiede perdono agli ebrei per gli orrori commessi dal Fascismo (forse intendeva parlare di errori commessi da Mussolini per aver salvato gli ebrei), 1997, <Sono un conservatore atlantista>, 1998, fa sapere  che bisogna condannare il Fascismo in ogni sua forma. 1999, solennemente dichiara che <L’America ha liberato l’Europa>; 2000, <La Repubblica Sociale Italiana fu la pagina più vergognosa della storia italiana>, 2002, il contrordine. Mussolini non è mai stato il più grande statista, definisce Mussolini e il Fascismo il Male Assoluto. E così di seguito, l’infame N° 1 e i suoi complici, sino ad oggi, quando seduto nel più alto scanno di Montecitorio sta fregando Berlusconi, dopo aver fregato anche la povera Signora Colleoni. Sia chiaro: mi spiace che la Signora Colleoni per la sua ingenuità, ma per il signor Silvio non me ne frega niente. Anche lui è un uomo nato dalla resistenza.

  

Prima di chiudere riporto una “perla” del Sig. A.D.M.: “con altri gerarchi anche Mussolini fu massone”. Ne ho sentite tante: che Mussolini era un pederasta perché inneggiava alla “maschia gioventù”; che il prosciugamento della paludi fu “un danno ecologico”; che rubò alla “Sinclair” e, recentemente (“FOCUS”, giugno 2005): “Mussolini aveva il pene freddo” e mille altre sciocchezze ancora. Vorrà dire che nella collezione aggiungerò anche la su ricordata “perla”.