11 Aprile 2010

 

Cos’è Area Destra…

 

pubblicato il 15 Gennaio sul sito

 

www.areadestra.it

 

 

ESSERE UNITI

Il proverbio è antico come il mondo: l’unione fa la forza. Mettere insieme tutte le forze di destra è necessario, se si vuole restituire dignità, peso politico e concreta capacità d’azione alla comunità militante oggi frazionata in oltre 50 sigle, tra grandi, piccole, reali o virtuali. Area Destra ha creato uno Statuto e ha dato vita alla Consulta per l’unità dell’area con due principali scopi: permettere la fusione di realtà oggi distinte, senza che nessuna di quelle stesse realtà tema di subire un processo di annessione e di annullamento totale della sua identità; creare un partito che faccia crescere una classe dirigente e una leadership, mai cui destini non siano vincolati alle fortune e agli interessi di una sola persona o di una stretta cerchia di individui.

 

ESSERE DESTRA

Si è Destra quando si crede nella dimensione spirituale dell’esistenza umana e si ha una concezione volontaristica dell’azione politica. Si è Destra quando si comprende la dimensione metafisica del Lavoro e si rifiutano contestualmente sia le divisioni classiste della società sia l’innalzamento dell’economia a principale fattore esistenziale. Si è Destra quando si è convinti del comune destino che condivide l’intero popolo a cui si appartiene e si è in sintonia con la plurimillenaria storia, con le eterne tradizioni e coi radicati costumi della propria società.

 

ESSERE STATO

La Destra politica italiana è custode del culto della Nazione e concepisce lo Stato come la concretizzazione del valore di Patria. Lo Stato – moderno, efficiente, ordinato – è il luogo in cui si realizzano tutte le aspirazioni individuali e collettive dei cittadini. Lo Stato è l’ente che regola la vita civile del popolo e assicura al popolo sicurezza, giustizia e assistenza. Nella cura dello Stato e nel potenziamento delle sue istituzioni e delle sue articolazioni politiche, giuridiche, amministrative, sociali ed economiche la Destra trova il suo primo, fondante programma politico.

 

DIFESA DELLA CIVILTÀ CRISTIANA

Essere Destra significa interpretare una visione laica dell’agire politico, ma rispettoso delle tradizioni religiose del popolo italiano. Nella tolleranza di ogni culto e nella garanzia per i credenti a qualunque fede di poter praticare il proprio culto nel rispetto delle leggi, la Destra riconosce il contributo inestimabile che la Chiesa Apostolica Cattolica e Romana ha offerto all’Italia nella definizione della sua identità di Nazione e di popolo, nella preservazione della sua cultura greco-latina, nello sviluppo dei suoi istituti giuridici, nella morale e nei costumi condivisi.

 

IDENTITÀ È VITA

Nella difesa dell’identità della Nazione e del popolo, la Destra individua nella tutela della vita, fin dal suo concepimento, una battaglia prioritaria e irrinunciabile. Nella tutela di chi nasce e di chi soffre, nel rifiuto delle aberrazioni edonistiche e delle mostruosità eugenetiche e dell’eutanasia, la Destra assolve a uno dei suoi principali doveri politici e morali.

 

UN ARGINE ALL’IMMIGRAZIONE: LA FAMIGLIA

La Destra politica italiana si specchia pienamente negli articoli 29, 30 e 31 della Costituzione della Repubblica e riconosce alla famiglia naturale il ruolo di cellula fondamentale della società e ne promuove la nascita e lo sviluppo con tutti i mezzi e le possibilità, individuando nello sviluppo demografico del Paese il primo, concreto argine al fenomeno dell’immigrazione a cui l’Italia è soggetta da ormai un ventennio. L’attuazione di politiche per la casa, secondo il modello del mutuo sociale, è il primo, significativo impegno in tal senso. La Destra politica italiana sente il dovere di portare assistenza e solidarietà ai popoli meno fortunati del Terzo mondo; tutela la dignità umana di ogni individuo, senza distinzioni di sesso, razza o religione; assicura tolleranza verso ogni stile e concezione di vita, purché condotti nel rispetto della legge; ma rifiuta categoricamente l’idea di una società multiculturale, intesa come svilimento dell’identità e delle specificità del suo popolo, della sua cultura, delle sue tradizioni religiose e civili e dei suoi costumi.

 

 

CITTADINANZA: SANGUE E CONDIVISIONE

Il diritto di cittadinanza è e deve essere regolato, come da sempre, dallo Jus sanguinis, in base al quale è italiano chi nasce da italiani. Il diritto di voto – tanto amministrativo quanto politico- deve restare attributo esclusivo del cittadino.

 

L’EMERGENZA IDENTITARIA SUD

Attributo essenziale dell’identità nazionale è l’integrità, il pieno coinvolgimento nelle potenzialità sociali ed economiche e nella garanzia di sicurezza e legalità dell’intero territorio nazionale. Dunque, per la Destra politica italiana non esiste una Questione meridionale, ma l’emergenza dell’intero Paese di debellare definitivamente e con dura determinazione le grandi organizzazioni criminali organizzate, restituendo anche alle regioni del Mezzogiorno la sua naturale vocazione economica che deve fare perno sull’incomparabile bellezza della sua natura e sul valore straordinario della sua Arte e della sua Cultura.


L’EUROPA COME DESTINO, NON COME CONDANNA

Se l’Italia è deve essere sempre la Patria degli italiani, l’Europa è deve essere la Patria dell’Italia. La Destra politica italiana conferma la sua vocazione europeista e rigetta la distorta dimensione burocratico-economicistica dell’attuale Unione europea, impegnandosi per il rafforzamento, il potenziamento e la crescita di autorevolezza delle sue strutture parlamentari e rappresentative. Europa come insieme e come unione delle Patrie che la compongono, non come mera fusione di interessi predominanti di determinate lobby economiche e bancarie a cui assoggettare gli interessi e i diritti delle singole comunità nazionali.

RILANCIARE L’ECONOMIA, PROMUOVENDO IL SAPERE

La Destra politica italiana reputa insufficienti, a fronte della grave crisi economica che investe l’Occidente e l’Italia da oltre un decennio, tutte le misure volte a garantire nell’immediato qualche tiepido miglioramento a particolari settori dell’industria, del commercio e dei servizi. Lo Stato deve risolversi finalmente a mettere a punto e a perseguire una strategia di lungo periodo e di sostegno permanente al sistema produttivo del Paese e questa strategia non può che essere il potenziamento dell’intero sistema scolastico, formativo e di ricerca tecnico-scientifica italiano. Solo aumentando le capacità di conoscenza degli individui e le possibilità per loro di esprimersi con ardimento in ogni settore dello scibile, sarà possibile donare con continuità all’industria e al sistema produttivo materiali nuovi, procedimenti oggi sconosciuti, ulteriore valore aggiunto e quant’altro dalla curiosità di sapere può trovare applicazione pratica e anche ritorno economico. Fondamentale, poi, è la rimodulazione del sistema fiscale, che deve sempre più puntare al prelievo indiretto, determinando condizioni di reale progressività, ma in un contesto statale comunque meno oneroso e oppressivo per il contribuente. Indispensabile – e primaria battaglia – è riportare il sistema bancario alla sua essenziale funzione di alimentazione del sistema economico, puntando alla proprietà pubblica della moneta e alla regolamentazione del sistema del credito, liberandolo dalle logiche usuraie dell’attuale mercato finanziario.
 
ESPORTARE LA DEMOCRAZIA? PERCHÈ NON I DIRITTI DEL LAVORO?
Con la formula della “esportazione della democrazia”, nell’ultimo decennio, gli Stati Uniti hanno fatto anche ricorso alla guerra per tutelare i loro interessi geopolitici, economici e commerciali. Secondo la Destra politica italiana, per affrontare gli squilibri economici determinati dalla globalizzazione dei mercati, di cui anche l’Occidente risente in modo pesante, è necessario esportare i diritti del Lavoro, consentendo l’accesso all’area di libero scambio delle merci e delle materie prime solo a quei paesi che riconoscono ai loro lavoratori di ogni settore quei diritti fondamentali che appartengono alla loro stessa dignità di donne e di uomini. Uno Stato che commercia con altro Stati che legalizzano forme di sostanziale sfruttamento dell’uomo condivide di fatto la responsabilità di questo crimine.

 

MORALIZZARE LA POLITICA, RESPONSABILIZZARE LA MAGISTRATURA
A quasi vent’anni dalla stagione di Tangentopoli, la corruzione del sistema politico e burocratico italiano continua a rappresentare una vergogna insopportabile agli occhi dello stesso Paese. Per di più, la ricorrenza di scandali che vedono coinvolti rappresentati delle istituzioni a qualsiasi livello indebolisce la politica nei rapporti con gli altri corpi sociali e con le altre istituzioni dello Stato. La Destra politica italiana punta a una ri-organizzazione della politica, finalizzata a qualificare, ma anche a ridurre, i centri decisionali e di discussione e a una riforma generale della Pubblica amministrazione e delle istituzioni che riduca ai minimi termini la possibilità di illeciti arricchimenti, anche attraverso l’istituzione di un’Anagrafe tributaria della Pubblica amministrazione. Di contro, la Destra politica italiana è preoccupata per il debordante ruolo assunto dalla magistratura e, in particolare, da alcuni settori politicizzati della Pubblica accusa, ritenendo indifferibile non solo la separazione delle carriere, ma anche la creazione di strutture di governo autonome e indipendenti dei giudici che non siano, però, più gestite dai giudici stessi.

 

BASTA BIPOLARISMI, BASTA BIPARTITISMI

La Destra politica italiana denuncia, dopo l’ubriacatura maggioritaria degli ultimi vent’anni, la sostanziale antidemocraticità del forzato bipolarismo italiano che, per di più, oggi si vorrebbe trasformare addirittura in bipartitismo. Le esigenze di governabilità dello Stato e delle articolazioni locali non può e non deve significare la compressione assoluta della libertà di espressione dei gruppi che non si riconoscono nelle istanze dei due partiti maggiori e rifiuta categoricamente un’organizzazione della politica che tende sempre più insistentemente a restringere nella disponibilità di pochissimi soggetti le stesse possibilità di elezione di interi parlamenti o assemblee legislative o di enti locali. La garanzia del diritto di tribuna per i partiti minoritari – attraverso l’eliminazione o la riduzione drastica delle soglie di sbarramento – e il sacrosanto diritto di scelta dell’eletto da parte dell’elettore – attraverso il sistema delle preferenza o altri meccanismi che tornino a unire il rappresentante del popolo al popolo stesso – sono battaglie che devono essere combattute e vinte con determinazione nell’interesse della generalità degli italiani.