La mosca tagliato 1024

5 Agosto 2009

 

LE REALTA’ POLITICHE SUL TERRITORIO

Di Silvia Ragni

 

AZIONE GIOVANI FABRIANO

 

E’ il 1997 quando Alessandro Gentili, diciassettenne agli inizi di una promettente carriera politica, inaugura la sede fabrianese di AZIONE GIOVANI, movimento giovanile di Alleanza Nazionale. Una sede che si avvicenda, da allora fino ad oggi, in diverse zone del centro storico cittadino: dapprima viene scelta via Mamiani, dove rimarrà attiva per cinque/sei anni, spostandosi poi in via Gioberti per stabilirsi definitivamente presso la sede attuale di via Cialdini, nei paraggi dell’ incrocio del rione Borgo, dove ha il suo quartier generale da circa quattro anni. Al primo tesseramento si contano dodici iscritti, età media diciassette anni, prevalentemente di sesso maschile e rappresentati soprattutto da studenti delle scuole superiori. La sede viene intitolata a Julius Evola su scelta di Alessandro Gentili e resta, attualmente, l’ ultima in Italia ad ispirarsi al nome del filosofo italiano.

Dodici ragazzi, dodici giovanissimi accomunati dagli stessi intenti, dagli stessi valori e dalle stesse passioni.  Azione Giovani definisce gli appartenenti al proprio movimento, efficacemente e sinteticamente, con tre aggettivi: “ Identitari, Comunitari, Rivoluzionari”.

“Identitari” per ribadire il concetto di “identità”, importantissimo perché riassume in un solo termine la cultura politica di Azione Giovani.

“Comunitari” per citare la “Comunitas”, la volontà di vivere insieme un progetto.

“Rivoluzionari” per riallacciarsi al concetto evoliano di “rivoluzione”: Evola, tradizionalista, guardava alla rivoluzione come a un ritorno alle origini, quelle dell’ Antica Roma, in cui l’ essenza specifica del cittadino romano era rappresentata dal vivere a Roma. Orgoglio di appartenenza che oggi con le logiche dell’ individualismo, del materialismo, si tende a trascurare, a mettere in secondo piano. Evola, infatti, identifica il progresso con l’autodistruzione: la rivoluzione rappresenta il punto di svolta radicale di una società che vuol cambiare, lo strumento e l’ obiettivo che le giovani generazioni fanno proprio e che incentiva la loro partecipazione, alimenta la loro attenzione al disegno politico.

La “rivoluzione”, per Azione Giovani Fabriano, coincide con le battaglie portate avanti e quelle ancora in fieri. Tra le più recenti conquiste, l’ approvazione in Consiglio Comunale - lo scorso 23 aprile - dell’ OdG promosso da Gentili e riguardante la costituzione di un Centro Studi Interuniversitario finalizzato a rendere Fabriano un luogo e crocevia di scambi del “sapere” universitario, coinvolgendo gli Atenei di Marche e Umbria.

Azione Giovani, negli anni, vede crescere progressivamente il suo numero di iscritti in concomitanza delle lotte a favore delle riforme scolastiche (grazie anche alle figure ‘trainanti’ dei rappresentanti di istituto coinvolti in Azione Studentesca, movimento di riferimento della destra giovanile attinente, nello specifico, alla realtà degli studenti) e delle sfide politiche intraprese. Attualmente, il numero complessivo degli iscritti alla sede di Fabriano oltrepassa i duecento e vede a capo del direttivo odierno (aggiornato a fine aprile 2009) Daniele Forotti in qualità di Presidente e Marco Costantini come segretario.

La coesione, il cameratismo, il comunitarismo, la forte condivisione di intenti, obiettivi e valori alimentati dalla partecipazione senza riserve, dalla determinazione e dalla fiducia nei propri credo, costituiscono ancora oggi i capisaldi di Azione Giovani, che ha visto nascere nel tempo – e sempre ad opera di Alessandro Gentili, nominato nel 2005 Dirigente Regionale del movimento - ben undici nuovi circoli sparsi nelle Marche (tra i quali quelli, adiacenti al nostro comprensorio, di Sassoferrato, Genga-Arcevia, Esanatoglia-Matelica). Con un preciso programma incentrato su problematiche più che mai dibattute, Azione Giovani prosegue le sue battaglie con grinta e determinazione e svolgendo un’ importante funzione associativa per un gran numero di giovani che hanno deciso di impegnarsi attivamente nella militanza, di lottare per il conseguimento di obiettivi comuni in rispetto dei propri valori e ideali. L’ intento principale è quello di rendere Fabriano una città, un luogo, una comunità di alto profilo e di alta qualità rinnovando l’orgoglio di appartenenza, dell’ essere e “sentirsi” fabrianesi. Intraprendendo battaglie nel nome delle idee condivise: “Nell’idea va riconosciuta la nostra vera patria. Non l’ essere di una stessa terra o di una stessa lingua, ma l’essere della stessa idea è quel che oggi conta.”, scriveva Evola in “Orientamenti”.

Ultimissima tappa a cui Azione Giovani è pervenuta, l’ingresso nel PdL Giovani, che - sulla scia del Partito Unico del PdL - va a rappresentare la nuova realtà in cui confluiscono attualmente i movimenti giovanili di Azione Giovani e Forza Giovani. Il direttivo nazionale vede impegnato il Ministro della Gioventù (nonché Presidente Nazionale di AG dal 2004) On. Giorgia Meloni in qualità di Presidente e a capo di un nutrito gruppo di dirigenti regionali, esponenti dei due schieramenti. Tra essi il fabrianese Gentili, ai nastri di partenza verso un nuovo, importante riconoscimento e ruolo politico.

 

 

AZIONE GIOVANI FABRIANO:

INTERVISTA CON ALESSANDRO GENTILI

 

 

1)Azione Giovani è un movimento che nasce nel 1996 dalla fusione del FdG (Fronte della Gioventù) con il FUAN (Fronte

Universitario d’Azione Nazionale) e Fare Fronte.

Quali connotazioni ha sviluppato più marcatamente, o fatto proprie, da queste organizzazioni?

  Penso sia stato importante il passaggio dei saperi culturali, lo stile e la determinazione con cui le generazioni si sono succedute.

2)Come si inserisce un movimento come il vostro nella realtà fabrianese, legata ad un’atavica tradizione politica (oltre che ad ampie fasce di elettorato) di matrice democristiana prima, e al centrosinistra allo stato attuale?  

Lo stile di cui parlavo prima è stato determinante nel fascino della differenziazione propria del giovane che si avvicina ad una concezione altra rispetto alla tradizione imperante della nostra città.

 

3)Ennio Flaiano disse: “I giovani hanno il coraggio delle idee altrui.” Un luogo comune vuole che i giovani, attualmente, siano apatici, indifferenti, poco propensi ad impegnarsi, quasi ‘rassegnati’.

Cosa potrebbe spingere un adolescente, nel 2009, ad intraprendere attivamente il percorso della militanza?  

 Proprio la volontà di ricercare spazi di aggregazione crea la virtù del              giovane, la voglia di confrontarsi e di determinare con le proprie idee ambienti culturali cristallizzati su posizioni da prima repubblica. La militanza attiva in politica stimola il cambiamento e dona al milite la visione futura di un possibile mondo.

 

5)Dal 1996 al 2009, la storia di Azione Giovani Fabriano è caratterizzata da battaglie, obiettivi raggiunti e da raggiungere, sempre con la massima partecipazione.

Quali sono stati i traguardi più significativi a cui siete finora pervenuti, a   livello comunale, e provinciale e regionale?

 

Molti successi e molti traguardi da raggiungere, penso all'inchiesta sui NAM al tempo del terremoto, alla istituzione di meccanismi di partecipazione come le Consulte Comunali, alle questioni Centro di Aggregazione Giovanile (opera che rimase incompiuta per ben 15 anni) e Chalet (per cui si teorizzava l’ allestimento di un N.A.M. da adibire a Bar) alla denuncia sui plessi scolastici ed universitari ancora in atto, alla vittoria in Consiglio di molte nostre idee come lo sportello Europa, alle diverse suggestioni nel campo culturale tramite la nostra associazione Area Sociale, ecc...Per quanto attiene i traguardi da raggiungere, ricordo che siamo stati il primo movimento politico a denunciare nel lontano 2001 insieme a Gianni Alemanno i processi di delocalizzazione già in atto da parte di grandi multinazionali locali, e siamo in procinto di pubblicare un nostro studio su quanto le istituzioni locali hanno agevolato questo tragico passaggio. Inoltre abbiamo oltre 10 lavori fermi in Consiglio che attengono la creazione di nuove imprese con annesso studio di accordo di programma tra istituzioni creditizie e Comune, turismo giovanile, università integrata, mutuo per le giovani coppie, comodato d'uso per le terre incolte, recupero edilizio delle frazioni ecc...

Nel 2007 siamo pervenuti a un altro importante obiettivo: l’elezione di Sergio Solari, personaggio di spicco del nostro movimento, a Presidente del partito di Alleanza Nazionale Fabriano.

 

6)-In un panorama di crisi generale, di recessione economica ma anche    di sfaldamento dei principi etici più basilari, su quali valori punta un giovane di centrodestra per combattere contro tale situazione?     

Il problema più grande in Italia è quello del ricambio generazionale. Il nostro Paese viaggia lento da troppi anni, tout est foutu, tutto è fermo, le persone migliori non trovano spazio, chi comanda non cede il timone, preferisce affondare. Noi stiamo lottando contro il vetusto pensiero gerontocratico che governa questo Paese, per questo diciamo ai nostri che un pensiero forte rende un uomo forte, bisogna abbandonare le paure, aprirsi al mondo e contaminarlo con ottimismo, perchè è facile distruggere, difficile è costruire, lottare, cambiare.

 

7)Il problema dell’ occupazione e del precariato a oltranza costituiscono due forti ostacoli alla realizzazione esistenziale, oltre che economica, giovanile. Quali sono le proposte di Azione Giovani riguardo questo argomento? 

Accesso al credito per finanziare nuove idee, proporre centri di scambio dei saperi tra generazioni, un vero patto sociale; inoltre è importante garantire criteri meritocratici nelle scuole e nelle università e nel mondo del lavoro, ed infine importante è garantire un tetto alle giovani coppie. Abbiamo buone proposte, tutte nuove, presto presenteremo un lavoro integrato tra giovani universitari per trovare una differente prospettiva per le abitazioni dei giovani, siamo un cantiere aperto ed attivo.

 

8) Crisi economica, immigrazione, sicurezza: qual’ è il punto di vista di Azione Giovani su queste tematiche che riguardano attualmente così da vicino il nostro territorio?

Sono tre tematiche molto ben collegate: dobbiamo favorire tavoli di confronto con chi governa la nostra città, perchè dobbiamo ripensarla. Sono anni che diciamo che non possiamo continuare a crescere di 600 abitanti l'anno se non cresce l'occupazione e non si valuta come inserire queste persone e dove. I servizi sociali sono cresciuti in maniera esponenziale, il quartiere borgo sembra esser diventato come le banlieu francesi, per non parlare della sicurezza dove sono finiti i tempi di chi lasciava le chiavi nella macchina e la porta di casa aperta. Per questo dobbiamo riequilibrare le politiche sociali nei confronti dei cittadini che sono residenti da più anni a Fabriano e non dare adito a chi viene per delinquere di trovarsi nel paese dei balocchi dove si ha vitto alloggio gratuitamente.  

 

9) In che modo potrebbe contribuire Azione Giovani, legata a forti connotati identitari di un patrimonio culturale e di tradizioni fortemente caratterizzato, a far confluire o trasmettere i suoi valori in quelli dell’ appena nato PdL ?                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                  

Onestamente penso che il fallimento delle teorie liberal-liberiste abbia denudato il primo approccio berlusconiano di stato leggero, ed esaltato il riequilibrio su posizioni sociali di Tremonti prima e di Berlusconi poi in questi ultimi tre anni. Possiamo dire che il dato identitario e sociale della destra sono la copertura ideale di PdL, inoltre non dobbiamo scordare la forza di avere una classe dirigente giovane che si confronta prima di giungere nelle strutture di partito nelle sezioni, che penso sia un patrimonio ineguagliabile per la nascita di una cultura politica capace di esprimere uomini di valore anche in altri contenitori.  

 

10) Per la Destra, con il PdL, è iniziato un nuovo corso. Come viene vissuta, questa evoluzione, dal vostro movimento? E in che direzione, secondo te, potrebbe svilupparsi il futuro di Azione Giovani all’interno del progetto ‘ PdL Giovani’ in via di costituzione, che riunirebbe l’area giovanile delle ex Alleanza Nazionale e Forza Italia?

Già si è formato un contenitore nazionale che vede il nostro presidente Giorgia Meloni guidare la futura struttura giovanile proprio in virtù del fatto che Azione Giovani è il più grande movimento su scala nazionale. Insieme a lei ci sarà una cabina di regia formata da dirigenti espressione di tutte le realtà regionali di AG e Forza Giovani, tra cui il sottoscritto che per sei anni ha guidato la Comunità regionale creando realtà forti in tutte le province che hanno preso come modello proprio la nostra organizzazione fabrianese.

 

11) A tuo parere, coltivare i caratteri unificanti dei due schieramenti che compongono il PdL Giovani potrebbe rappresentare il rischio di uniformare eccessivamente, se non di  trascurare, quelli più marcatamente identitari?

Assolutamente no, è il pluralismo delle idee a formare una classe dirigente più forte e all'altezza di guidare in futuro le scelte politiche della nostra Nazione. Il confronto è sempre una ricchezza, per tutti.

 

 

12) Ritorniamo a Fabriano. Che tipo di spirito innovativo, quale nuova linfa vitale si propone di apportare una realtà giovanile politicamente e socialmente impegnata come Azione Giovani? Quali risorse, a tuo parere, andrebbero evidenziate, potenziate o create, al fine di dar vita ad una Fabriano ideale?

Investire sul futuro e potenziare sulle strutture identitarie e secolari della nostra amata Città, renderla capofila e mettere in rete le eccellenze del territorio.

 

13) Pensi che in Italia si potrà giungere in un vicino futuro a un modello ben definito di bipartitismo e, secondo te, sarebbe auspicabile?

Due partiti non deve significare due idee, altrimenti impoveriamo la cultura politica: ho sempre visto il partito come uno strumento di confronto, un terreno da coltivare dove la scelta delle colture fosse prerogativa di tutti.

 

14)           Potresti accennare qualcosa rispetto alle battaglie che vi prefiggete di affrontare a breve termine?

Attivare percorsi di partecipazione diretta alla vita della Città per tutti i giovani, questa la nostra linea guida. Attivare un senso civico forte ed un senso di appartenenza che sfoci in un reale miglioramento della vita nella nostra Città. Ogni giorno ci confrontiamo e stiliamo idee nuove, con la consapevolezza che quando sono giuste trovano il consenso di tutti, anche di chi governa ed anche se di colore opposto. Per questo, più che dirle, invitiamo tutti alle nostre riunioni del venerdì sera in via Cialdini 159 per condividerle e migliorarle.

 

15) Un aspetto da valorizzare ed uno che metteresti, invece,  in discussione rispetto ai giovani fabrianesi.

 

Molti giovani parlano male della nostra Città quando si trovano a Fabriano, ed è un dato molto negativo perchè attiva processi del non fare, mentre il lato positivo è che tutti i giovani della nostra Città che si trovano fuori parlano bene di Fabriano e di solito non vedono l'ora di tornarci. Questo è positivo perchè i nostri giovani sono orgogliosi di appartenere e di essere il futuro di questa Città; scusate l'ossimoro, ma è difficile spiegare come si ami di più ciò che si pensa di odiare. 

 

Silvia Ragni