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Tra gli scaffali estivi della ¡°Feltrinelli ¡°,  sono stato rapito da un paio di volumi (1) che,  opportunamente letti ed integrati da informazioni ed adeguate note,  hanno finalmente svelato e storicizzato a mio avviso alcuni retroscena interessanti,  del difficile rapporto tra MSI e  destra nazionale. Non che alcune notizie non fossero gi¨¤ di pubblico dominio;   ma sicuramente oggi abbiamo la conferma documentata di come il processo di de-fascistizzazione del MSI,  approdato prima ad AN e poi nel PDL , sia iniziato in realt¨¤ dagli anni 70, e con dinamiche politiche e culturali tutt¡¯altro che lineari e trasparenti.
 
Sappiamo ormai perfettamente che tutto il neo-fascismo,  gi¨¤ da prima della fine della seconda guerra mondiale,  venne preso in ostaggio ¡°a destra ¡± ed in funzione anti-comunista dall¡¯alleato atlantico,  e dall¡¯azione combinata ed interessata degli stessi De Gasperi e Togliatti,  aventi entrambe delle proprie specifiche finalit¨¤:  De Gasperi per crearsi un bacino di riserva alternativo nella lotta anti-comunista; Togliatti al contrario,  per saccheggiare intere classi dirigenti di sindacalisti, intellettuali e militanti politici nati nel regime,  per la gestione del nuovo partito di massa (il PCI) . Cos¨¬ nacque il MSI nel 1946 , depauperato,  infiltrato e depistato,  tra mille ambiguit¨¤ e sotterfugi,   sotto l¡¯etero-direzione assoluta   degli apparati atlantici da una parte, vaticani e frammassonici dall¡¯altra ,  che consolidarono quella perniciosa tendenza culturale contro-rivoluzionaria ed anti-nazionale gi¨¤ avviata ¡± dalla destra nazionale ¡± dentro e contro il regime fascista.
 
Tuttavia nello stesso MSI,  cos¨¬ come nelle successive formazioni della destra extra - parlamentare,  sopravvissero delle sacche di resistenza politica e culturale non indifferenti,  che cercarono generosamente ( ¡­ ma invano) di cambiare il destino dello strumento ¡°creato dal nemico¡±,   in uno strumento ¡°contro il nemico¡± . Un assalto disperato al cielo che non poteva avere alcun esito. Cos¨¬ per quasi 50 anni,  queste due anime distinte  e contrapposte  si sono affrontate e combattute , pur condividendo di fatto lo stesso ambiente, lo stesso spazio politico, spesso le stesse strutture di partito e  gli stessi target di societ¨¤ politica e civile.

 

La scissione di Democrazia Nazionale con l¡¯avvallo di DC e PCI ¡­ e della P2

 
Il libro di Adalberto Baldoni sulla ¡°Storia della destra : dal post-fascismo al popolo della libert¨¤ ¡°, ha il merito a mio avviso di aver inserito a chiare lettere,  un capitolo intero sulla storia della scissione missina e la nascita di Democrazia Nazionale ,  databile tra il 1976-1977,  ma i cui epigoni risalgono gi¨¤ al 1972 , con la creazione della sigla MSI-destra nazionale (fino ad allora il termine era stato tenuto opportunamente fuori dalla sigla del partito). Nel 1972 si genera l¡¯ingresso in massa nel partito di personaggi legati agli ambienti monarchici , reazionari , di destra, ultra-atlantici ed inquinati addirittura dalla massoneria nostrana ( che per statuto del partito doveva rimanere fuori  ), ambienti  che avevano il chiaro scopo di de-fascistizzare e rendere il MSI di Almirante appetibile come forza di governo e/o come sempre di sgabello  contro l¡¯egemonia di sinistra.   Infatti gi¨¤ del 1973 , l¡¯ammiraglio Gino Birindelli (2) aveva tentato con altri suoi ¡°confratelli¡± della costituente di destra, la richiesta ufficiale ad Almirante dello smantellamento del nome MSI,  in favore di ¡°Destra Nazionale¡±.
In realt¨¤ Almirante,  sotto assedio da tempo,  aveva fiutato il cambio di scenario politico a livello internazionale e nazionale, scenario in cui atlantici-reazionari e neocapital-marxisti mondialisti e progressisti ,  andavano d¡¯amore e d¡¯accordo  e banchettavano insieme allegramente nella stessa ¡°Commision Trilateral¡±.
 
Almirante,  pasoliniano  (pi¨´ che evoliano),  aveva cos¨¬ varato in Italia la famosa formula ¡°dell¡¯Alternativa al Sistema¡±, recuperando seppur per un breve periodo,  la sua vecchia ed autentica anima della ¡°sinistra nazionale¡± , da cui lui stesso proveniva,  prima di  riprecipitare anch¡¯esso su percorsi reazionari e stereotipati.
La troica di osservanza micheliniana ,  formato da De Marzio, Roberti e Nencioni , stanchi dell¡¯isolazionismo anti-sistema almirantiano,  ed imbeccati da pi¨´ parti ,  pilot¨° di fatto la scissione di Democrazia Nazionale dal MSI nel dicembre 1976,  con la costituzione del gruppo parlamentare alla camera dei deputati  (  ben 17 deputati su 35 del MSI  , ben  9 senatori su 13 , ben  13 consiglieri regionali ecc. ecc.) (3) : con il beneplacito dell¡¯ex-guffino, Pietro Ingrao allora presidente della Camera dei deputati e  dell¡¯ex Prof. di diritto corporativo,  Amintore Fanfani, presidente del Senato.  Oltre il 50% del finanziamento pubblico fin¨¬ cos¨¬ nelle mani degli scissionisti demo-nazionali, ma la base del partito, le sua sezioni, l¡¯anima  militante (¡­ quasi mai di destra),  rimase ben legata alle sue radici non-conformiste e non si lasci¨° ¡± deviare ¡°. La scissione che aveva una matrice verticistica e strumentale,  lontana anni luce dalla base ( non una sola federazione provinciale ader¨¬ alla scissione ) ,    fini nel nulla,  con le elezioni del 1979, dove Democrazia Nazionale incass¨° solo lo 0.7% dei voti, rifluendo cos¨¬ nell¡¯anonimato pi¨´ assoluto.
Molti di quei personaggi finirono nelle sottocorrenti democristiane e liberali.
 
Uno dei protagonisti diretti della scissione,  insieme all¡¯ammiraglio Gino Birindelli e al senatore Mario Tedeschi ( tutti rigorosamente tesserati P2 ) ,  ¨¨ stato il senatore, Raffaele Delfino, che intervistato,  racconta dalle pagine del libro di Baldoni,   di un miracoloso incontro avvenuto  presso ¡°un intraprendente costruttore milanese¡± nella sua villa in Brianza . L¡¯attuale Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ( tessera P2 n. 1816) ,   a quanto riporta la dichiarazione di Delfino sul libro di Baldoni,  fu ben contento di condividere il progetto di trasformare finalmente il MSI in una ¡°destra democratica¡± ,  ed alla presenza di Cesare Previti , elarg¨¬ un contributo di ben 100 milioni di lire  (eravamo nel 1976 ), cifra che Democrazia Nazionale si impegn¨° a restituire con il finanziamento pubblico ed il riconoscimento di partito gravitante nell¡¯orbita  governativa ( pag. 192-193).
 
L¡¯ anti-comunismo crociato dei demo-nazionali fu di fatto smentito , come racconta lo stesso Baldoni , con l¡¯appoggio a tutta la legislazione emergenziale e liberticida di quegli anni , alle leggi di polizia volute soprattutto dal PCI di Berlinguer, e con il voto favorevole dei demo-nazionali al governo di solidariet¨¤ nazionale sostenuto anche dal PCI , azione di esemplare sudditanza all¡¯arco costituzionale,  tanto da riscuotere guarda guarda,  il plauso dello  stesso Andreotti per il loro fortuito  ed inaspettato contributo.
 
Cos¨¬,  la costituente di destra , varata nel 1972 aveva in realt¨¤ un doppio scopo :  da un lato quello di liquidare ci¨° che rimaneva di chiara opposizione ¡± neo-fascista ¡± al sistema democratico-parlamentare , ma dall¡¯altro,  secondo un ottica molto pi¨´ ¡°occulta¡± e lungimirante,  di ridisegnare lo scacchiere politico italiano, instaurando al posto della DC e del partito cattolico di massa,   una nuova grande aggregazione laico-moderata occidentale .

 

¡°L¡¯Italia al lavoro¡±: dalla scissione  alla guerra civile strisciante

 
Di fatto tutta l¡¯operazione di Democrazia Nazionale, venne probabilmente pilotata dalla stessa P2 di Licio Gelli, nella cui lista erano presenti come tesserati di lusso, numerosi parlamentari e politici ¡°destro-nazionali¡± e/o demo-nazionali aderenti al MSI insieme ad altri circa 40 parlamentari , tre ministri ,  generali di stato maggior dell¡¯esercito, dei Carabinieri, della Finanza, i responsabili dei servizi segreti, industriali, banchieri uomini di affari ecc. ecc. : insomma il gota del professionismo della destra anti-comunista di servizio, ribattezzato da A.A. Mola, storico della Massoneria, ¡± L¡¯Italia al lavoro¡± (4).  il piano di Rinascita Democratica non era affatto una sciocchezza, come molti vogliono far credere, soprattutto tra coloro che tesserati P2 hanno poi  rinnegato Gelli e la loro scelta si appartenenza  alla loggia; al contrario,  era ( ¡­ ed ¨¨ tuttora)  un vero e proprio progetto per ridisegnare la costituzione , il ridimensionamento del  sindacato,  un nuovo scenario sull¡¯uso dei media , la repubblica presidenziale, il bi-polarismo, il sistema maggioritario,   l¡¯avvio delle riforme , anche se prima si doveva attendere e propiziare il ridimensionamento della sinistra massimalista ed ovviamente il crollo del muro e dei regime comunisti.
 
Conseguenze della scissione per il MSI,   telepilotata dalla Destra Nazionale/P2

Per chi ha un minimo di memoria storica il ricordo ¨¨ devastante : dal 1976 ai primi anni 80¡ä , abbiamo avuto 4-5 anni di sottile e strisciante guerra civile contro ¡°l¡¯Alternativa al sistema¡± ,  attuata militarmente dall¡¯estrema sinistra,  probabilmente infiltrata anch¡¯essa a livello internazionale da un ¡°Think Tank¡± tutt¡¯altro che trasparente;  il tutto con il beneplacito della DC interessata a mantenere in auge lo scontro mortale tra opposti estremismi ;  con l¡¯aiuto dei commissariati pretoriani e della magistratura giacobina  in mano all¡¯ora  Pci ,  ed infine con la complicit¨¤  di quegli ambienti ¡°demo-nazionali¡± e liberal-moderati della loggia sapiente ,  ben intenzionati a cancellare il neo-fascismo della base missina  non allineata al progetto neo-conservatore ; una intera generazione di giovani militanti si trov¨° cos¨¬ in mezzo al guado,  assediata dalla caccia alle streghe, dal fuoco dell¡¯ultra-sinistra,   e dalla repressione scatenata per combattere quel terrorismo generato dalle stesse strutture interne allo Stato.
 
Molti di noi  nacquero politicamente in questo periodo cos¨¬ controverso,  come ¡°figli di nessuno¡±,   in quegli anni chiamati di piombo,  dentro questo miserabile strascico di guerra civile,  sporca ed etero-diretta probabilmente per terze finalit¨¤ , con incredibili variabili di scontro di potentati nazionali ed  internazionali   su una terra colonizzata e priva di sovranit¨¤ e di identit¨¤ dal 1945 ;  ed in molti  percepimmo  quasi inconsciamente,  lo squallore dell¡¯ennesimo tradimento ¡°ordito da destra¡±, figlio legittimo dello stesso tradimento di Sapri , della Repubblica Romana , di Teano ,  di Mentana, dell¡¯Aspromonte, di Caporetto, del 25 luglio,  dell¡¯8 di settembre,  e via via dentro i meandri misteriosi e perversi della storia ¡°destro-nazionale¡±,   fino allo strappo irreversibile e conclusivo di Fiuggi . Molti di quei personaggi , di quelle tessere P2 , di quelle lobby, di questi  anti-comunisti di servizio,  li vedremo meticolosamente  all¡¯opera tra il 1992 ed il 1994,  per portare a termine dentro (e contro )il MSI l¡¯operazione che fall¨¬ miseramente tra il 1976 ed il 1979.
 
E¡¯ cos¨¬ abbiamo descritto un piccolo spaccato di una questa strana ¡°Italia al lavoro¡± , un¡¯ Italia al lavoro da sempre contro i propri figli ,   contro la sovranit¨¤ della Nazione, ed infine contro Se stessa :  l¡¯ Italia abbietta della  miseria anti-fascista da un lato ;   l¡¯Italia ¡± cinica ed opportunista ¡± dell¡¯ anti-comunismo di servizio dall¡¯altro.
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Note :
1) A. Baldoni:  Storia della destra , Vallecchi Firenze , giugno 2009  -  A.A.Mola , Gelli e la P2, Ed. Bastogi , febbraio 2009 : questo secondo libro ,  ben documentato ( circa 600 pagine ) ¨¨ un atto di pubblica difesa di Licio Gelli  e del suo personale ed esclusivo progetto di Rinascita Democratica.
 
2) Gino Birindelli ,  ammiraglio e medaglia d¡¯oro al valor militare della Regia Marina,  nonch¨¦ comandante della X Mas,  uomo e militare gi¨¤ alle dipendenze dell¡¯alleato atlantico dall¡¯ottobre del 1943,  ex-comandante delle forze Nato in area mediterranea,  nonch¨¦ tessera della  P2 n¡ã1670  codice E.  Per una sua interessante testimonianza vedi  anche l¡¯intervista  : http://archivio.lastampa.it/LaStampaArchivio/main/History/tmpl_viewObj.jsp?objid=6210787
 
3) L¡¯elenco dettagliato dei parlamentari scissionisti ( pag 192-193).
 
4) ¡°L¡¯Italia al lavoro¡± ¨¨  il termine paradossale coniato dall¡¯autore ( A. A. Mola , Gelli e la P2, Ed. Bastogi , febbraio 2009, pag ¡­ ) per  indicare la lista , il brogliaccio (non esaustivo peraltro) degli appartenenti alla P2, loggia  che,  secondo il massimo studioso della storia della Massoneria in Italia,  non aveva alcun carattere eversivo;  era al contrario un elit¨¨ a difesa degli scenari governativi e riformisti , un elit¨¨ ben amalgamata da destra a sinistra , un comitato di pressione e di affari, una lobby nel senso democratico anglo-sassone,  disegnata e programmata opportunamente da Gelli per il suo personale progetto di ricostruzione nazionale. Peraltro lo studio mette in luce le contraddizioni interne al Grande Oriente d¡¯Italia,  ed all¡¯ ambiguo atteggiamento tenuto dal GOI, riguardo al riconoscimento ufficiale della regolarit¨¤  della loggia P2.
 
http://www.mirorenzaglia.org/?s=Francesco+mancinelli
http://www.myspace.com/francescomancinelli
 
 


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