05/10/2009

 

FINI,  LA RUSSA, ALEMANNO E COMPARI:

(A’ SCHIFEZZA DA’ SCHIFEZZA)

(Mi scuso con il napoletano verace: ma il senso si capisce)

di Filippo Giannini

 

 

Come anticipo vorrei ricordare che i sopra citati signori furono gli artefici dell’operazione di Fiuggi, operazione che ha portato a riappendere per i piedi il corpo di quell’uomo a Piazzale Loreto.

Ecco allora la storia di un fiuggino.

Ai funerali di Giorgio Almirante e di Pino Romualdi un ben noto ometto (Gianfranco Fini) pose solennemente la mano sul feretro del segretario del Msi e assicurò che sarebbe stato l’artefice del Fascismo del 2000. Io rimasi positivamente colpito da quel giuramento e, dato che sono un bischero, credetti a quel gesto tanto solenne.

Passarono alcuni anni e le cose cambiarono radicalmente e, probabilmente a suon di dollaroni, fino a giungere al gennaio del 1995.

Non è cosa nuova che l’operazione condotta a Fiuggi, in quel mese e in quell’anno, ha prodotto in me (e certamente in molti amici lettori) un forte sconcerto e disgusto, l’uno e l’altro perdurano nel tempo.

E’ amaro constatare che nel nostro popolo si annida, da secoli, il seme del tradimento. Non nascondo che “quel giorno”  mi sarei aspettato, dopo la lettura delle “Tesi Programmatiche”, quale anticipo per lo spegnimento della “Fiamma” e la nascita del “Giuda”, mi sarei aspettato, ripeto, un rifiuto generale all’operazione finiana. Questo non avvenne. La maggioranza, a parte un piccolo drappello, dette seguito alla nascita della “cosa AN”.

“Quel giorno”, fatte le dovute proporzioni,  fu compiuto un tradimento che ricorda quello dell’8 settembre ’43: allora Badoglio e i suoi si consegnarono ai nemici; nel gennaio ’95 Fini e i suoi trasferirono un partito che, nel bene e nel male aveva una precisa collocazione, nel campo dei tradizionali nemici.

E i “Giuda” perseverano nel loro intento.

Pochi giorni fa uno dei cervelloni di questo disgraziato Paese ha osservato che in Italia c’è un burattinaio e ci sono dei burattini. Per la verità io vedo solo burattini e se c’è un burattinaio, questi alloggia oltre oceano. Ciò è tanto vero che non appena “qualcuno che conta” afferma che Mussolini non fece uccidere nessuno, i burattini insorgono, ligi al vecchio – ma sempre rigorosamente osservato – “Trattato di Pace” del 1948 che imponeva, e tutt’ora impone, le più rigide sanzioni contro il sorgere di un nuovo Fascismo e delle sue idee.

Come i lettori hanno potuto osservare, i burattini (tutti) sono insorti confermando, una volta di più, il timore che “quell’uomo” incute a questa masnada di disonesti e incapaci. I “tarantolati” sono consci che se il popolo tutto conoscesse la verità sulla nostra recente storia, probabilmente le loro fortune avrebbero, finalmente, fine. Essi sono giunti al punto da indurre il Presidente del tempo (Ciampi) a convocare l’infelice che ha avuto la malaugurata idea di “riabilitare” Mussolini.

Ovviamente i più accaniti sono, come al solito, gli ex “epigoni” di Stalin, ma non meno feroci sono proprio gli ex “discendenti” di Mussolini e fra questi spicca un certo Alemanno che, ancora unto dell’acqua di Fiuggi, ha sentenziato: <c’è una condanna storica che è unanime e non è stata mai messa in discussione ecc. ecc.>. E no, caro Alemanno, forse nel crogiolo dorato della “casa delle libertà”, dove hai fondato le tue fortune materiali, esiste una condanna del genere, ma sino a pochi anni fa la pensavi in modo completamente diverso. Non sarai un Pico della Mirandola e, allora provo a rammentarlo.

Giovanni Alemanno aveva iniziato la sua attività politica dal 1971 in seno al Movimento Sociale Italiano (partito notoriamente fascista) emergendo come attivista convinto e convincete. Dal 1972 al 1976 è stato dirigente della corporazione studentesca del Fronte della Gioventù (i nuovi “Giovani Fascisti”). Dal 1976 al 1981 ha ricoperto l’incarico di dirigente provinciale del Fronte della Gioventù di Roma e di dirigente federale del MSI per la politica scolastica. Sempre in seno al “partito notoriamente fascista” ha svolto una intensa attività politica, passando dalla carica di segretario provinciale del FdG (1982) a dirigente dell’Esecutivo nazional giovanile, per poi fare parte del Comitato Centrale del MSI (1984). Nel 1988 venne eletto Segretario Nazionale  del Fronte della Gioventù, succedendo al Segretario del Partito Gianfranco Fini.

Ma ora viene il bello: il suo antiamericanismo (di allora) lo portò ad organizzare, il 28 maggio 1989 a Nettuno, una drammatica manifestazione con i giovani del FdG: manifestazione che riuscì a bloccare il corteo del Presidente americano Bush (padre) per protestare contro la celebrazione  della occupazione alleata  del 1945. La durissima reazione delle Forze dell’Ordine causò il ferimento e l’arresto di Alemanno e di numerosi altri militanti, provocando in tutta Italia manifestazioni di solidarietà da parte del mondo giovanile  e dei reduci della Repubblica Sociale Italiana.

Insomma una bella carriera in “camicia nera”. Come si vede, il bagno nell’acqua di Fiuggi era lontano e Alemanno, con i “camerati” Maceratini, Fini, Contempo   e tanti e tanti altri ancora, erano intenti a cantare “Giovinezza”, ad esaltare Mussolini e il Fascismo; e non fantasticavano stupide, ignobili e antistoriche “condanne” che servono solo a tenere in vita uno Stato che non c’è, se non quello dei corrotti e dei corruttori.

ORA QUESTE ULTIME PAROLE LE SCRIVO IN MAIUSCOLO, NEL TIMORE CHE L’ALEMANNO (A’ SCHIFEZZA) ABBIA UN CALO DI VISTA. ALEMANNO CONOSCE BENE DANTE FIAMMERI (MUTILATO ED EX COMBATTENTE DELA RSI), EBBENE DANTE FIAMMERI MI HA ASSICURATO CHE IL 28 OTTOBRE 1993 (A POCHI MESI DALLA INFAME SVOLTA) ACCANTO A LUI C’ERANO: ALEMANNO, FINI, GASPARRI ED ALTRI FASCISTI TUTTI D’UN PEZZO, A CANTARE “GIOVINEZZA”, “BATTAGLIONI M” ECC. TUTTI INNI CHE ESSI OGGI CONDANNANO TESI COME SONO ALLA CORSA VERSO IL BENESSERE DEMOCRATICO.

Poi l’illuminazione “sulla strada di Fiuggi”, e come per incanto, non più “Giovinezza”, ma  “Stars and Strips”, mai più il saluto romano, ma una “condanna senza appello” di Mussolini e del Fascismo, non più socializzazione, ma libero mercato.

E allora: o Alemanno e i suoi ex “camerati” erano imbecilli prima di Fiuggi, o sono imbecilli oggi. Né l’una cosa né l’altra: oggi sono diventati dei paraquequi! Essi, e “camerati”, hanno furbescamente sfruttato la credulità di coloro (e fra questi c’è anche il bischero che scrive queste note) che hanno creduto nelle idee innovatrici del Duce del Fascismo facendone il trampolino di lancio per sedersi sulle poltrone dorate del benessere materiale.

E’ questo il trionfo della materia sullo spirito, delle Banche sul pensiero, del piacere sul dovere, dell’ipocrisia sulla lealtà, di Giuda su Cristo, o, sempre parafrasando Appelius, l’apoteosi definitiva, e senza altre speranze, dell’oro sul sangue?

In ogni caso: <Il tradito può essere un ingenuo, ma il traditore è sempre un infame> (Benito Mussolini).

E, prima di terminare, mi si permetta di citare alcuni versi del Sommo Poeta (Canto XXXIV dell’Inferno): “Con sei occhi piangea (Mefistofele, nda), e per tre menti -  gocciava ‘l pianto e sanguinosa bava. – Da ogni bocca dirompea cò denti – un peccatore, a guisa di maciulla, - sì che tre ne facea così dolenti. A quel dinanzi il mordere era nulla – verso ‘l graffiar, che talvolta la schiena - rimanea de la pelle tutta brulla. - <Quel’anima là sù c’ha maggior pena> - disse ‘l maestro, <è Giuda Scariotto, - che ‘l capo ha dentro e fuor le gambe mena. – De li altri due c’hanno il capo di sotto, - quel che pende dal nero ceffo è Bruto: - vedi come si torce, e non fa motto!; - e l’altro è Cassio, che par sì men membruto (…)”. Per essere più chiari, il Sommo Poeta” descrive la quarta zona detta Giudecca. Dante vi scorge e descrive come Lucifero giocherelli con le sue tre bocche nelle quali troviamo Giuda, Bruto e Cassio considerati da Dante tre traditori classici. Ci sarebbe da porci una domanda: Come Dante punirebbe oggi i tre signori indicati nel titolo? Quale orifizio di Lucifero sarebbe disponibile, visto che le tre bocche sono impegnate? … Sì, amico lettore, la tua proposta è da suggerire al Sommo Poeta… anche se la punizione sarebbe più grave di quella già tanto grave dei vari Giuda, Bruto e Cassio.  

Condivido la posizione di Dante: il traditore non deve essere premiato, ma disprezzato e punito, appunto “a’ schifezza”.

E allora, per tornare a bomba, come si usa dire, amici che mi chiedete come la penso, la risposta è semplicissima: nessuna preferenza al traditore. Oltretutto chi ha tradito non può essere premiato, addirittura, da chi ha subito il tradimento. E “Noi” l’abbiamo subito!