(di Giovanni Zaniboni)

 

Essere italiano. 

Un tempo era motivo di orgoglio. 

Nell’antica Roma anche se non eri un triunviro od un console venivi rispettato nonostante qualche difettuccio lo avessero pure loro, come ad esempio il menu che veniva servito ai leoni al Colosseo. 

L’ Italia è quella dei santi, navigatori e poeti oppure pizza e mandolino od anche di persone come Umberto Eco, 

validissimo scrittore, 

che in una intervista rilasciata a Gianni Riotta ha dichiarato:

"Per la gente di basso livello intellettuale c’è sempre stato bisogno 

di sangue e crudeltà." Benissimo. 

Ciò vuol dire forse che tra Hitler che ha sterminato 6.500.000 di persone 

rispetto gli oltre 30 milioni di Stalin, 

il nazista avrebbe rischiato di essere insignito del premio Nobel per la Pace? 

Mi scusi Sig. Eco, 

si ricorda del maestro Alberto Manzi e della sua trasmissione televisiva, 

mezzo che allora  muoveva i primi passi, 

“Non è mai troppo tardi”? 

Si ricorda che ha insegnato a leggere ed a scrivere ad innumerevoli persone? 

Pensa che tra di loro, intellettualmente ignoranti, 

fossero nascosti pericolosi criminali? 

Penso che sia molto più scorretto mentire su fatti di pubblico interesse. 

Uno tra i tanti: 

militari contaminati durante le missioni di pace all’estero dall’uranio impoverito. 

Il Ministro della Difesa Arturo Parisi davanti alla Commissione d’inchiesta 

ha dichiarato che sarebbero 255 di cui 37 purtroppo già morti. 

Per contro la Direzione Generale della Sanità militare stima i contagiati 

in 2.536 dei quali 163 già deceduti. 

Signori, nella migliore delle ipotesi una delle parti mente, 

nella peggiore tutte e due.

Abbiamo avuto illustri personaggi in tutti i campi, letteratura, arti, scienze: Cristoforo Colombo, Leonardo da Vinci, Galileo, 

Dante Alighieri, Michelangelo Buonarroti, Giuseppe Verdi, ecc. 

Per tutti loro noi veniamo ricordati dal mondo intero, 

vengono da tutte le parti per vedere le loro opere o visitare le loro tombe, 

per chi è seppellito in Italia, ma non per i nostri politici, 

che nel migliore dei casi il mondo ride di loro. 

La storia ci riporta che per circa 20 anni siamo stati nelle mani di un dittatore 

col nome di Benito Mussolini. 

Fiumi di inchiostro recitano dei disastri e delle nefandezze da lui commesse 

e di come male si viveva in quegli anni. 

Strano che chiedendo a persone che hanno vissuto direttamente quella epoca, 

tolto il periodo della guerra, 

tutte mi abbiano detto che vivevano discretamente bene, 

a qualsiasi categoria appartenessero; 

ovviamente chi più e chi meno bene, comunque in maniera dignitosa. 

Il rammarico poteva essere invece per il fatto che fu proprio la guerra, 

di certo non voluta da Mussolini ma portata a noi da Hitler, 

a creare problemi alla popolazione ed allo stesso sfortunato Duce. 

Presumo però che certe verità facciano male dette oggi visto 

che anche lo stesso Fini ha definito il regime fascista una pagina orrenda italiana. Quindi basta con il fascismo, le camicie nere, il fez e quant’altro. 

Bravo. 

Peccato non avere oggi l’opinione in merito da Giorgio Almirante 

che lo ha cresciuto in politica. 

Memoria corta ma vista buona, 

per il fatto che quando ha visto i soldi ed i mezzi 

di Berlusconi ha tirato il freno a mano. 

Si presentava così l’opportunità di avere un ruolo governativo 

e svestirsi dei panni dell’eterno oppositore. 

Qualcosa di buono però in questo c’è stato: 

ha dato più visibilità alla destra. 

Perché non dimentichiamo mai che ogni forma di eventuale espressione, 

pensiero, opera, è sempre passata in maniera silente. 

Sono stato personalmente a palazzo Ruspoli a Roma 

alla presentazione del ritorno del prestigioso giornale “Il Borghese”. 

Ora lo sanno in tre: fante, cavallo e re. 

Marginale nota di colore  la presenza di 

Alessandra Mussolini che vista di persona possiamo dire 

che l’immagine che le danno stampa e televisione non le fanno giustizia: 

è veramente una bella donna. 

Fatta eccezione per una frangia estremista filo-nazista in Germania, 

nel resto d’Europa la destra, 

pur avendo simili se non uguali intendimenti come l’Italia, 

non viene trattata dai media come da noi. 

Essere di destra è sinonimo di picchiatore, 

dispensatore di olio di ricino, antisemita, ecc. 

Quando personalmente ho chiesto ad un esponente della destra 

appartenente a FN, fra gli organizzatori di manifestazioni, 

se poteva mettermi in contatto con artisti simpatizzanti, 

chiunque, fossero attori, cantanti, gruppi, poeti, scrittori, 

la risposta che mi è stata data recitava così: 

“A che pro!”. 

Se mi avesse risposto no lo avrei preferito, 

ma quella dava pienamente ragione a ciò che tuttora penso, ovvero: 

“Le cose ve le volete dire e fare tra di voi?” 

Una persona è brava perché è brava non perché appartenga 

ad uno o l’altro schieramento. 

Fatevi vedere. 

Se non sei non sarai mai. 

Approfitto quindi di questo articolo per dirvi di scriverci 

e di avere un rapporto conoscitivo, 

sapere chi siete, che fate, quando, dove. 

Uscite dalle nicchie. 

Possibile mai che se voglia intervistare un attore 

mi debba rivolgere solo a Giorgio Albertazzi e Luca Barbareschi? 

Ho chiesto ad un editore di mettermi in contatto con suoi scrittori 

per delle interviste o semplicemente delle recensioni. 

Lo avete sentito voi??? 

Fatevi conoscere. 

Sarai se sei!!!

 

Giovanni Zaniboni

 

 

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