29/06/2009

ATTENZIONE!

 

C’E’ NELL’ARIA UNA

“NUOVA FIUGGI”

 

Come si dice?

Missino avvisato, mezzo salvato!

di Filippo Giannini

 

Il Fascismo aveva sottratto alcune sacche di potere a forze antinazionali le quali ancora oggi montano  

a sentinella affinché il loro mortale nemico non abbia a risorgere. Sacche di potere che condizionano

la vita della Nazione intera: capitalismo, mafia e massoneria,

il tutto fuso in un amalgama omogeneo teso a mantenere il potere riconquistato

dopo l’abbattimento del Fascismo.

Dopo le farse di Arlecchino (leader del centro-destra) e di Pulcinella

(omologo del centro-sinistra) che ci hanno resi partecipi delle baruffe chiozzotte

che hanno preceduto le schermagliette elettorali delle elezioni europee,

tutto ciò ha fatto crescere, almeno in chi scrive queste note,

ancor più l’ammirazione per Benito Mussolini

che riuscì a fare di questo popolo un grande popolo.

E tutto in una manciata di anni.

Ciò premesso, questo è il motivo per cui il sottoscritto da tempo

è alla ricerca di qualcosa o di qualcuno che, ispirandosi a quel male assoluto,

possa far riprendere il cammino di quella rivoluzione interrotta nel lontano 1945. Questo è il motivo per cui

(se ben ricordo fu nell’aprile del 2007)

accettai l’invito di incontrare i rifondatori del MSI.DN.

L’incontro avvenne in una sala da esposizioni in Via Boncompagni a Roma.

Con me erano mia moglie e due amici.

Fummo ricevuti dal Coordinatore Nazionale MSI-DN (così si qualificò),

con il quale, dopo un breve scambio di parole ci presentò il signor Gaetano Saya,

il quale credette opportuno stabilire che era unico dirigente e proprietario assoluto del simbolo MSI-DN,

e questo vita natural durante.

Dichiarazione che, ovviamente, mi lasciò più che perplesso.

Tuttavia non volli tagliare immediatamente i ponti e dichiarai che,

prima di prendere qualsiasi decisione, avrei gradito ricevere l’attestato

su come il signor Saya era riuscito a impossessarsi del simbolo

e il relativo Statuto del Movimento.

Il Coordinatore Nazionale prese alcuni appunti e mi assicurò che a giro

di posta avrei ricevuto quanto richiesto.

Superfluo aggiungere che tutt’ora non ho ricevuto nulla.

Ma chi è il signor Saya?

Riporto, stralciando, quanto ho letto:

Gaetano Saya nasce a Messina  nel 1956.

Suo nonno, Matteo Francesco Gesuino, aveva partecipato alla marcia su Roma. Nel 1970,

all’età di appena 14 anni, partecipa ai moti fascisti di Reggio Calabria.

Nella sua biografia ufficiale sul sito di Destra Nazionale si può leggere:

“A diciotto anni si arruola nel disciolto corpo

delle Guardie di Pubblica Sicurezza (…).

Viene ingaggiato dai Servizi Segreti della N.A.T.O., esperto di ISPEG (Informazioni, Sabotaggio,

Propaganda e Guerriglia)”.

Ma ora viene il bello! Continuo a riportare quanto in mio possesso:

Cooptato nel 1975 dal Generale Santovito, allora Capo del SISMI,

viene iniziato in una Loggia Massonica riservata;

da Apprendista di primo grado in breve diviene Maestro Venerabile

della Loggia “Divulgazione I” a carattere internazionale.

Nel novembre dello stesso anno viene citato come principale teste d’accusa

della procura della Repubblica di Palermo nel processo contro Giulio Andreotti. Gaetano Saya

accusa Andreotti di essere il mandante dell’omicidio

del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa.

Questa versione  dei fatti gli era stata rivelata dal generale

ed amico fraterno Giuseppe Santovito, uomo coinvolto nei misteri.

Congedatosi dai Servizi, e messosi in sonno massonico,

decide insieme ad un gruppo di provata fedeltà di dar vita

al movimento politico, voluto da Almirante e poi soppresso,

Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale (…).

Il primo dicembre 2002 in Milano è stato nominato

presidente onorario dell’Unfp (Unione Nazionale Forze di Polizia),

il primo sindacato di Polizia.

Il Dssa (Dipartimento Studi Strategici Antiterrorismo)

è nato subito dopo gli attentati di Atocha,

ha scopi di intelligence operativa ed è legato da un filo sottile alla Cia (…).

Di fronte a me vedo la foto del signor Saya con tanto

di grembiulino e fasce massoniche.

Durante l’incontro a Via Boncompagni, sopra ricordato,

chiesi al signor Saya come poteva risolvere il problema, non davvero secondario,

dei fondi necessari per la vita del partito.

La risposta fu semplice e sicura: nessun problema per il finanziamento!

Su questo asserto osservo:

1)    da dove provengono i soldi?

Dall’Onnipotente, quello che recentemente si è andato ad inginocchiare

alla Casa Bianca di fronte al bello, alto e abbronzato?

Se è così, perché?

Forse in funzione anti-Bossi al cui partito tanti ex missini

si sono rivolti dopo la mascalzonata di Fiuggi?

Se così fosse Bossi e Saya e l’Onnipotente che avrebbero a che fare

con il Fascismo?

Oltretutto il proprietario assoluto del simbolo MSI-DN ha già avvertito

che appoggerà la Casa della Libertà.

Se sommiamo la Massoneria, nemica giurata del Fascismo,

ai valori liberali e liberisti contenuti e non negati

dalla Casa della Libertà, ricaviamo la negazione di ogni valore del Fascismo.

2) Quando facevo parte della Segreteria della Fiamma Tricolore

chiesi a Rauti (allora Segretario del Movimento)

se i suoi legali fossero sempre all’erta per riprendere possesso del simbolo

che ci fu rapinato a Fiuggi nel 1995.

La risposta fu rassicurante:

i legali del MSFT erano costantemente allertati allo scopo.

La stessa domanda la posi, tempo fa, al successore di Rauti,

Luca Romagnoli e la risposta fu la stessa.

Allora mi chiedo e chiedo: se i legali del MSIFT, ovvio continuatore del MSI, non erano riusciti,

nonostante fossero perennemente allertati,

come è riuscito il signor Saya a divenire proprietario vita natural durante

di quel simbolo?

Per concludere: in data 07/03/2007

l’Agenzia Adnkronos informa che l’Ufficio per il diritto d’autore del ministero

per i Beni Culturali ha rilasciato il decreto che attribuisce la paternità (?),

quindi la proprietà (!) intellettuale del simbolo

“parallelepipedo con fiamma tricolore” a Gaetano Saya,

rifondatore nel 2003 del partito politico Msi-Destra nazionale.

Questo lo ha reso noto lo stesso Saya aggiungendo che  

da oggi lo Stato italiano mi attribuisce la proprietà della Fiamma,

quindi Dio e lo Stato me la danno, guai a chi la tocca.

Ma si aggiunge anche un tocco di grottesco.

Leggo e trascrivo:

Al di là di tutto ciò, poiché reputo Gianfranco Fini un fratello

(allora cominciamo a capire qualcosa, nda)

non chiedo che mi paghi per l’uso del  simbolo che ad oggi appare

nei manifesti di An.

Chiaramente se Fini dovesse proseguire nel contenzioso,

darò mandato ai legali per il pagamento del diritto d’autore

di ogni manifesto che Fini esporrà con il mio simbolo.

Con ciò Rauti, Romagnoli e il sottoscritto stesso siamo tutti serviti.

Se tutto ciò è vero, perché a capo di un Movimento notoriamente fascista,

 troviamo un massone?

Allora, è tutto perduto? No! Stiamo lavorando per un altro progetto di cui informeremo

quanto prima coloro che attendono che qualcosa si muova.

 

 

Filippo Giannini