09 DICIEMBRE 2009

 

TERRA ROSSA, TERRA MIA!

 

Associazione Culturale Cristian Pertan: le radici dell’appartenenza

ad una Comunità e ad una tradizione

 

di

CRISTINA  DI GIORGI

 

“Io ho quel che ho donato”: questo celebre motto dannunziano, tra l’altro inciso in pietra sul portale del Vittoriale degli Italiani, nel simbolo dell’Associazione Culturale Cristian Pertan circonda una cornucopia piena dei frutti della terra. Una scelta questa che testimonia con evidente chiarezza la volontà di preservare, tutelare e diffondere quanto più possibile l’amore per le proprie radici e tradizioni. Ed è proprio questo lo scopo fondamentale dell’Associazione, che si rivolge soprattutto ai giovani: promuovere il senso di appartenenza ad una Comunità, l’attaccamento al proprio territorio e il recupero della propria memoria storica.

Nata nel 2005 in seguito alla morte di Cristian Pertan, giovane istriano scomparso tragicamente in un incidente d’auto, l’Associazione – come si legge nell’home page del suo sito (www.cristianpertan.it) - non ha scopo commemorativo ma propositivo: essa si propone infatti di “riunire, su base assolutamente volontaristica, tutti coloro che si sentono legati alle terre istriane, fiumane e dalmate, coloro che sentono il bisogno di impegnarsi, senza secondi fini e senza lucro, per il mantenimento della cultura” e delle tradizioni di quei luoghi.

Lo spirito, di cui Cristian nel corso della sua vita è stato uno dei migliori rappresentanti, è quello di chi vuole garantire a sé e al mondo un futuro migliore sentendosi parte di una storia, di una Comunità che sa cosa significa il sacrificio e per questo s’impegna a diffondere idee, valori, tradizioni e radici. Vivere la modernità senza divenirne schiavi, dare senza un tornaconto, rifiutare ignoranza e menefreghismo, combattere l’apatia e il disimpegno verso cui spinge la società di oggi: tutto questo “si può perseguire anche a partire dal recupero delle proprie origini, da un rinnovato amore per i luoghi dai quali discendiamo, dallo studio della storia, dal mantenimento dei dialetti e tradizioni”. Queste sono le molle che spingono chi anima l’Associazione Cristian Pertan: non vivere di ricordi, ma agire con lo sguardo verso il futuro, per tramandare la cultura della propria terra, “che ha ancora bisogno di noi – si legge nel sito – terra che ancora aspetta il ritorno di molti dei suoi figli”.

Tra le iniziative fino ad ora organizzate, spicca l’intitolazione a Cristian di un fondo librario, donato ad alcune comunità italiane in Istria nel corso di diverse e sentite manifestazioni. I volontari dell’Associazione hanno inoltre organizzato, sempre nello spirito di attaccamento alla propria terra e alle proprie radici, un incontro con alcuni rappresentanti di una popolazione di nativi americani e curato, per il 2008 e il 2009, l’edizione di un calendario fotografico sull’Istria. E ancora: un convegno sul volontariato e due giornate di visita ai luoghi più evocativi e più belli dell’Istria in ricordo di Cristian. Un giovane innamorato della sua terra, che ha sempre avuto nel cuore pur essendosene allontanato per dedicarsi alla carriera militare: a testimonianza di questo, restano alcune sue poesie, messe in musica dai Non nobis domine. Tra esse “Terra rossa”, in cui si legge: “…quando sono andato via ho affidato a te il mio cuore, terra rossa dolce amore…voglio tornare a casa mia…terra dalmata e giuliana, terra mia terra italiana!...”. Un amore appassionato per l’Italia, privo di retorica, istintivo, totale. Un amore del quale Cristian e tutti i volontari che collaborano all’Associazione, si sono resi e continuano a rendersi testimoni viventi, nonostante tutto e tutti.